Marco Percoco

Geografie Sociali

Geografia delle divisioni post-Muro di Berlino

27 Novembre Nov 2017 0830 27 novembre 2017
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La storia dei popoli negli ultimi secoli è una storia fatta di forze centripete e centrifughe, di imperi e nazioni che si uniscono e che si dividono. Non c'è, dunque, da stupirsi di quanto accaduto in Europa negli ultimi tempi.

Il Muro di Berlino divideva l'Europa in Est e Ovest, era il simbolo di una geografia politica di fatto semplice da comprendere. La sua caduta ci ha indotto a credere che le divisioni fossero terminate, ma queste sono ora tornate, con il tentativo di piegare l'organizzazione spaziale delle società umane alla convenienza economica o alle paure.

La situazione ci appare diversa se invece cerchiamo di comprendere le ragioni fondamentali di questa geografia dei desideri di divisione, ovvero se si affronta la questione da un punto di vista politico. E' invero diffusa l'opinione in base alla quale Brexit, referendum catalano e referendum della Lombardia e del Veneto siano frutto di un approccio populstico proposto da alcuni partiti.

E' anche invalsa l'opinione che il populismo sia un cambiamento di prospettiva da parte degli elettori che dirigono la loro "rabbia" non più verso gruppi appartenenti a medesime condizioni sociali, ma verso appartenenti ad una elite politica ed economica. Curiosamente, però, non si percepisce come questa visione sia molto parziale poichè i referendum degli ultimi mesi sono in qualche modo divisivi orizzontalmente, ovvero rispetto a individui sostanzialmente simili.

Deve esserci altro, dunque, rispetto a populismo e credo che questo vada cercato nella paura verso una congerie di fattori: migranti, rifugiati, criminalità, terrorismo, globalizzazione. Le persone, spaventate, reagiscono chiudendosi e manifestando il desiderio di isolarsi, quasi irrazionalmente.

D'altro canto, è bene essere realisti e abbandonare l'assurda convinzione che basti riesumare la razionalità per parlare a persone che ormai ragionano esclusivamente con la pancia, trainate da convinzioni che si basano su percezioni più o meno distorte, più o meno basate su evidenze fattuali.

Bisogna rispondere alla paura con comprensione, forse anche con curiosità, ma riconoscendo che milioni di cittadini non possono essere trattati come bambini che hanno paura del buio o dei mostri cattivi. Questo atteggiamento, sì irrazionale, è il miglior alleato dei pupulismi e delle politiche divisive.

La geografia della volontà di divisione, contraltare della caduta del Muro di Berlino, attraversa l'Europa dal Nord al Sud e deve essere interpretata come una richiesta d'aiuto da parte di chi è o sente di essere più fragile. In fin dei conti, è il chiaro risvolto di troppi anni di politiche che hanno dimenticato o forse anche demonizzato la redistribuzione del reddito e della ricchezza.