Marco Percoco

Geografie Sociali

Geografia senza bussola e i fiumi della Calabria

4 Dicembre Dic 2017 0830 04 dicembre 2017
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Ho sempre scherzato sul mio lavoro, dicendo di essere un geografo senza senso dell’orientamento, avendo, però, in mente che la geografia del XXI secolo è cosa diversa dal passato.

Un tempo, i geografi erano grandi viaggiatori, esploratori, naturalisti, disegnatori di mappe e calcolatori di distanze. Oggi, il lavoro di molti di noi riguarda le politiche di sviluppo dei luoghi, la valutazione degli interventi pubblici di varia natura, lo studio delle interazioni e delle reti e molto altro ancora.

La “Buona Scuola”, dopo le riforme Gelmini, ha compresso ulteriormente lo spazio che la geografia ha nella scuola italiana. Il TAR del Lazio ha di recente posto un limite a questa implosione affermando che l’insegnamento della disciplina non può essere aperto ad abilitati in discipline umanistiche, ma deve essere oggetto di una specifica abilitazione.

Sui giornali, questo evento è stato salutato come una rivincita e spesso accompagnato da qualche commento o sondaggio che mostrava la scarsa conoscenza della geografia fisica da parte degli studenti italiani. E’certo, questo, un segnale allarmante, ma mi preoccupa di più la scarsa cognizione di cosa sia la geografia del XXI secolo e di cosa dovrebbe essere nelle scuole.

Pochi giorni fa leggevo la relazione di Giuseppe Galasso ad un convegno dei Lincei in ricordo di Lucio Gambi, uno dei più importanti geografi italiani. Un passaggio riportava:

“Entriamo qui in una serie di questioni che riguardano tutta la storia della geografia nella seconda metà del secolo XX, nel suo passaggio dalla tradizione idiografica, descrittiva a posizioni interpretative o tassonomiche, col progressivo affermarsi dei concetti di struttura, ambiente, gravitazione, funzionalismo geografico in relazione a vari problemi di articolazione e di fisionomia del territorio, e ciò specialmente nella ricerca regionale e operativa.”

Questo brano presenta, compressa in poche righe, una definizione di ciò che è diventata la geografia, ovvero una scienza sociale, oggi al servizio delle istituzioni e del policy making, con buona pace dei fiumi della Calabria.