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Il Mondo delle donne

Le Desk, una nuova sfida al giornalismo in Marocco

10 Novembre Nov 2015 0900 10 novembre 2015
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Chiunque abbia visitato il Marocco ha avuto l’occasione di notare le montagne firmate con i tre pilastri del potere. Sui 4 angoli del paese, rimbalzano le scritte a caratteri cubitali, e spesso dotate di gran luminarie “Allah, al-watan, al malik”, che significa: dio, la nazione, il re.

In Marocco, la vita è dolce finché non parli di questi tre pilastri. Infatti, la vita diventa molto più amara per chi inizia a ficcare il naso in affari di “sicurezza nazionale” (che significa parlare di: religione, di confini e del re) come per i giornalisti e per gli attivisti dei diritti umani che cercano di far luce sugli angoli bui del regno. Secondo i nuovi indici di Reporters Sans Frontières, il Marocco è al posto 130 su 180 per libertà d’espressione. Nel solo 2015, oltre alle espulsioni di giornalisti stranieri, si contano ancora molte molestie e sentenze contro i giornalisti.  La stampa indipendente è praticamente scomparsa dal paese, soffocata da quelle che Ali Amar aveva definito “molestie giudiziarie”, ragione per cui il famoso Journal Hebdomadaire (di cui Ali Amar era fondatore) ha dovuto chiudere i battenti quattro anni fa.

In questo clima, che RSF (reporters sans frontières) definisce come in “lento ma progressivo deterioramento”, un nuovo giornale online nasce con grandi attese del pubblico. Si chiama Le Desk, con una redazione giovanissima e la direzione in mano a Fatima Zahra Lqadiri e fondata con Ali Amar, Christophe Guguen, Omar Radi.

Un giornale giovane, diretto da una donna e in cui l’inchiesta avrà un ruolo centrale, queste sono le premesse promettenti di Le Desk,  ufficialmente lanciato ieri sera, lunedì 9 ottobre. “La sfida per noi è riuscire ad essere indipendenti al 100%” racconta Fatima al telefono, mentre parla con i contabili in chiaro stress da apertura. “Abbiamo scelto il metodo degli abbonamenti, per evitare la dittatura politica e la dittatura pubblicitaria, questo ci darà un’indipendenza totale e per noi vitale”.

“Come in tutti i paesi in via di democratizzazione”, racconta Fatima, “è difficile essere giornalisti, perché oltre alle cause giudiziarie in cui si può facilmente incorrere, c'è una chiara mancanza di buona informazione e dell’accesso all’informazione stessa”. La sfida è grande, e il team di Le Desk sembra pronto ad accoglierla. “Puntiamo su un’informazione di qualità e d’inchiesta” spiega Fatima. Con un occhio di riguardo all’ambiente per cui “non andremo sul cartaceo, ma solo online seguendo una linea di responsabilità ambientale”.

Ed è così che si propone Fatima, sempre in bicicletta e restia ad accendere le stampanti in ufficio.

Una nuova realtà giornalistica, innovativa e giovane, che punta tutto sul digitale, con l’obiettivo di fendere una piccola breccia nell’opinione pubblica marocchina.