Don Antonio Mazzi

La mazzata

È l'ora dei preti in politica

19 Luglio Lug 2012 0801 19 luglio 2012
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Vorrei, in modo poco eretico, convincere qualche vescovo ad obbligare qualche prete con le qualità, ad entrare, per un tempo ben determinato, ad assumere gratuitamente impegni istituzionali politici.

Non possiamo, noi preti, criminalizzare o gesticolare dai pulpiti, consigliando, talvolta quasi minacciando e poi dividerci appena fuori dalla chiesa… Sappiamo bene che fare politica non significa essere di destra o di sinistra, ma offrirci per migliorare la vita comune e garantire, partendo dai più poveri, che ogni persona venga ascoltata e servita nelle sue necessità primarie, riconosciute dalla Costituzione.

Una comunità vive se i legami religiosi, politici, culturali, lavorativi e sociali sono rispettati e promossi armonicamente. Oggi, sono sparite relazioni, legami, rispetto, accoglienza, ed è esploso un egoismo quasi tribale.

Sappiamo che laddove vince l’egoismo, perde la civiltà. Cristo è venuto al mondo perché ogni uomo goda di una vita abbondante, non fatta di soldi, di prepotenza e di furbizia, ma di un umanesimo diverso, che mira all’uomo intero.

Cristo non ha mai diviso l’uomo in anima e corpo ed è stato il primo a “dare a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”.

Perciò, come eccezione, come progetto a termine e sperimentale, alcuni preti carismatici dovrebbero sporcarsi le mani dentro la pattumiera politica, non per loro scelta personale, ma per un “mandato”.

Mi dispiace di essere vecchio perché un po’ di prurito in testa, rispetto all’avventura, me lo sento già. Questo periodo è peggiore di un dopoguerra… e un nuovo don Sturzo non può non esserci in giro. Facciamolo uscire dall’ovile, dalla canonica e buttiamolo tra i lupi travestiti da agnelli… Ogni tempo ha le sue eccezioni. Dio ci ha dato le mani, la testa e il cuore. Ma poi ci ha mandato a costruire ponti, a fare comunità, a correre nel mondo.

“Siate popolo…!”.

Ho capito che sono stato poco diplomatico, quasi maleducato. Ma di questi tempi, la pastorale deve battere sentieri che in altri tempi, puzzavano di eresia. Cristo non ha mai salvato solo l’anima. In Palestina, poi, ha rovesciato tutti i poteri, vuoi politici che religiosi e ha fatto nascere gli “atti degli Apostoli”.