Don Antonio Mazzi

La mazzata

Olimpiadi italiane

8 Agosto Ago 2012 0913 08 agosto 2012
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Eravamo in attesa di alcuni eventi storici come l’arrivo della Merkel in un paesino dell’Alto Adige per qualche giorno di riposo. Ma non si è accorto nessuno, anche se è un bel segnale di simpatia. Per gli italiani la Merkel è la signora abbondante che dice di no a tutti, tranne che a Monti. Il quale Monti è un bravo signore, serio, molto più serio dei precedenti politici ma ha qualcosa di antipatico. Dicono che Monti sta salvando l’Europa ma, intanto agli italiani fa pagare tasse su tasse, taglia le pensioni, non riesce a fermare le spese assurde e vergognose dei partiti. E, peccato più grande, ama troppo le banche. I suoi interventi sono tanto di taglio economico. Comunque, se non diamo il dovuto peso alle divinità sconosciute o conosciute male come la Merkel e Monti, diamo invece peso infinto ad altre divinità fino ad adorarle oltre ogni misura, anche quando perdono. Parlo della dea Pellegrini, al secolo Fede. Dopo aver annunciato la sua discesa nell’acqua per i 400 metri, quasi fosse la partenza del primo razzo per Marte, con il count down (meno tre ore, meno due ore, ecc…), la poveretta, quasi mesta, ha chiesto appoggio con spot in diretta. Si è fatta il quinto posto nei 400 e nei 200 metri. E i laudatori, in cinque secondi, sono ridiventati i sarcastici giornalisti, creatori di epiteti e inventori di esequie affrettate. “Pesce fuor d’acqua”. “Ora il mondo è troppo veloce per lei”. “Pellegrini affonda”. “La festa è finita. Colpita e affondata”. Risposta della Vale: “Mi devo fermare per un anno, poi vedrò se ne avrò ancora voglia!”. “Il nuoto è l’amore della mia vita, però logora”. E se invece l’avessero logorata le infinite comparse, le pubblicità, le avventure varie? Perché noi adulti e, soprattutto, perché i responsabili, direttori, allenatori r dirigenti vari, conoscendo la fragilità e i preoccupanti alti e bassi del suo carattere, non l’hanno preparata in modo diverso, più compensativo e più adatto al suo percorso? Non l’ho vista umiliata, arrabbiata, contraddetta. Mi è giunto, invece, dal suo volto e dal suo eloquio, un segnale di remissività, una totale assenza di aggressività e di rabbia olimpionica. Dalle stelle alle stalle,o meglio, dalla piscina al fosso. Le olimpiadi esigono formazione, costanza, riflessione e grande concentrazione. Gli atleti veri sono anche uomini e donne vere. Invece adoro la Vezzali, mamma quasi quarantenne, che in venti secondi è riuscita, con uno scatto di volontà miracoloso, a portarsi a case una medaglia di bronzo, già persa. Non ha riempito i giornali, non ha posato per cento riviste ma la grinta di donna matura ce l’ha ancora tutta. “Facciamo questo primato, poi diamo un fratellino o una sorellina a Pietro, e ci rivedremo alle olimpiadi di Rio”. La adorata e adulata Pellegrini, si è fermata davanti a se stessa. Ad un certo punto non ha saputo dare quel di più che esce solo in momenti speciali e che distingue l’atleta vero dall’atleta dotato: l’atleta che tira fuori una forza che nessuno credeva avesse, nemmeno lui stesso, dall’atleta che “se va va, e se non va mi ritiro”. E i nostri giovani più che di divinità che battono il tempo, hanno bisogno di uomini e donne che sanno chiedere a loro stessi l’impossibile, nello sport come nella vita!