Don Antonio Mazzi

La mazzata

Tre donne e una chitarra

28 Agosto Ago 2012 0724 28 agosto 2012
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Le donne, sono diventate pericolose e rivoluzionarie? Quello che sta succedendo contro Putin in Russia, non può passare sotto silenzio. Le sfumature (permettete che le chiami così) come le urla in chiesa, la confusione tra lo spettacolare e il sacrilego, la furbizia nell’usare sorrisi, sarcasmi, chitarre, parolacce, per sventare un idolo “negativo ed equivoco” ha trasformato il presbiterio di una chiesa in un campo di battaglia ideale. Dobbiamo condannare le Pussy Riot? Assolverle? Beatificarle? Come il solito tentiamo di spingere dentro ai nostri canoni intellettuali, fatti ed episodi nati per smontare e deridere logiche perverse e costantemente controllate da chi comanda. Le tre ragazze, sono passate in un attimo dalla sfida farsesca e allegorica al cupo significato della tragedia. È straordinario che tre donne, con tre chitarre e con un sorriso beffardo e smagliante stiano spaventando Putin, più di altri summovimenti belligeranti, dolorosi, drammatici, sanguinari. Ora scattano le sanzioni esemplari. Il potere ha sempre fatto così! Ma noi, occidentali, che non facciamo parte del potere, ma del buon senso e del bisogno di libertà e di democrazia vera, cosa faremo? Saremo capaci di esigere non solo la liberazione delle tre, ma la vittoria delle loro idee? Per un momento, da prete, vorrei che dimenticassimo alcune provocazioni sul filo del dissacrante, e fossimo capaci di leggerlo dentro a contenuti ben più critici e positivamente rivoluzionari. Anche la Russia ha capito, da Berlusconi, che esistono dittature sorridenti ben più pericolose delle dittature siberiane? Se non le ha capite Putin, l’hanno ben capito le tre donne dalle chitarre “scomunicate!”. Dovrei sentirmi obbligato a fare un’ulteriore dichiarazione, perché molti si sono scandalizzati giustamente. Le tre donne sono andate oltre, come spesso capita. Il luogo offriva occasioni facili alla spettacolarità disordinata e disinibita. Purtroppo una Chiesa è un luogo nel quale il silenzio può diventare contemplazione profonda e la parola può trasformarsi, in un attimo, confusione totale o provocazione radicale. Persino Cristo ha usato la frusta per cacciare i profanatori del tempio scandalizzando i sacerdoti. E le tre donne sono tra coloro che profanano o tra coloro, che con un urlo in più, chiedono giustizia, serietà e nuova visione della politica? Io sono tra quelli, che, con un po’ di fatica, ma con pizzico di speranza, assolvono le tre e le invitano a fare, domani, passi meno teatrali e più “rivoluzionari”.