Don Antonio Mazzi

La mazzata

Giovani e alcol

10 Aprile Apr 2013 0948 10 aprile 2013
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Torniamo a parlare di giovani, o meglio di ragazzi. Purtroppo anche questa volta l’allarme è serio e viene lanciato da una clinica di Milano. “C’è un pesante aumento di giovani tra i dodici e i quattordici anni che abusano dell’alcool e arrivano al pronto soccorso in condizioni preoccupanti”. Lo scorso anno i ricoveri furono sessanta e per quest’anno si sorpasserà il centinaio. Altro allarme preoccupante: il 54% sono femmine. Arrivano in stato di incoscienza o addirittura in coma. La più consumata è vodka con limone. Oltre ad essere facile da bere, lascia meno tracce nell’alito rispetto a vino e birra. I soliti psicologi trovano la spiegazione nel disagio giovanile. Non hanno ancora capito che la prima esplosione adolescenziale sbatterebbe nel disagio psichico anche san Luigi Gonzaga. È l’enorme e velocissima trasformazione del corpo che stravolge i nostri dodicenni e quattordicenni. Perciò, facendo ridere gli specialisti, ritengo sia l’infanzia viziatissima e con   rapporti genitoriali quasi assenti, “sedata” soffocando il cicciobello nei ninnoli, nei giochi e nei capricci, la causa principale di questi sballi precoci e pericolosissimi. Nell’esplosione dell’adolescenza il cicciobello anziché aspettare la mammina con le abbondanti elargizioni di porcherie, se le trova da solo. Nei pomeriggi in casa, la sera nelle festicciole di compleanno e onomastico, al posto dei pasticcini e della coca cola, apre la vetrinetta e si fa di Ballantine’s e di vodka. Smettiamola di parlare di disagi e affrontiamo, una volta tanto, i temi più seri dell’educazione. Cioè: il tempo, la serenità familiare, la discussione pacata, la tenerezza condita con i doveri e le fatiche, le presenze autentiche al posto dei premietti, delle paghette e dei capriccetti subito compensati. L’avventura straordinaria della giovinezza è diventata tragica, perché nessuno vuole più fare “cordata”. Ci hanno insegnato, i cattivi profeti, che la vita non è una parete rocciosa da scalare, faticosa ma che ci porterà a vivere, a fare, a vedere cose stupende, ma una specie di panna montata gigante e avvelenata. Chi se la mangia anziché vivere, crepa. Lo sappiamo tutti… eppure la tragedia aumenta e distrugge!