Don Antonio Mazzi

La mazzata

Un giorno senza auto

9 Maggio Mag 2013 0702 09 maggio 2013
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Leggevo sorridendo una filastrocca di Eduardo Galeano, che vi arrangio. Ridete anche voi, perché ne varrebbe la pena. Questa specie di filastrocca si intitola: Un giorno senza auto. Poiché qualche domenica capita stranamente anche in Italia che, per poche ore, venga vietato l’uso della macchina, ecco la filastrocca sarcastica. “Gli ecologisti e gli irresponsabili propongono che per un giorno le automobili spariscano dal mondo. Un giorno senz’auto? E se l’esempio si propagasse e quel giorno diventasse tutti i giorni? Dio non voglia e nemmeno il diavolo. Gli ospedali e i cimiteri perderebbero la loro clientela più numerosa. Le strade si riempirebbero di ciclisti ridicoli e di patetici pedoni. I polmoni non potrebbero più respirare il più saporito dei veleni. I malati arriverebbero al Pronto Soccorso deceduti. Le gambe che si sono dimenticate di camminare, inciamperebbero in tutte le pietruzze. Gli italiani andrebbero a prendere il cappuccino con l’elicottero ma non ci sarebbero le piattaforme idonee. L’italiano non può vivere senza cappuccino e brioche al mattino, preso al bancone del bar, dopo aver tentato invano il gratta-gratta… La fortuna! Non si sa mai. Il silenzio assorderebbe le orecchie. Le autostrade si trasformerebbero in comodi bocciodromi. Le radio, le televisioni, le riviste, i giornali perderebbero gli sponsor più generosi. I paesi petroliferi verrebbero condannati alla miseria. La Formula Uno diverrebbe la Formula Zero! Tornerebbero di moda i calessi, i carri, le bighe ma non ci sarebbero i posteggi. In un colpo saremmo regrediti nel Medio Evo. Tutti sanno che Medio Evo significa: analfabetismo, servilismo, ignoranza, fame, freddo, e chi più ne ha più ne metta. Dimenticavo i treni. Resterebbero i treni “operai”. Ma chi ci va nei vagoni con gli operai? Con il Frecciarossa ci hanno abituato bene. Ma con il Frecciarossa, viaggiano i signori. Gli operai, poveretti, nei treni rotti… Le tute blu hanno diritto ai treni rotti, in ritardo, con le toilette già… prima di entrare. Il mais, la canna da zucchero e tutte le quasi invenzioni sostitutive della benzina? Crollerebbe la ricerca! Tornerebbero nel piatto degli italiani con l’insalata, i fagioli e i minestroni vari. Sai che macello? Per carità! L’automobile è vita, gioia, soldi. Meglio morire di tumore che di sudore. Il Padreterno allora, ci aveva detto che avremmo partorito nel dolore. Poi abbiamo trovato il sistema per soffrire di meno. E adesso, non saremo mica scemi!