Don Antonio Mazzi

La mazzata

Grillo e la nuova politica

5 Giugno Giu 2013 1047 05 giugno 2013
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E se cominciassimo, una buona volta, noi, rispondendo alle battutacce di Grillo a dire che il deficiente è lui? Come si può permettere di offendere l’intera Italia, e quindi anche me, perché abbiamo votato in un certo modo, lasciando a lui le ragliate, le parolacce e le menate da fuori di testa? Noi italiani, sarebbe ora che passassimo dal non voto, dai brontolamenti e dai “chi se ne frega” a rivendicazioni intelligenti, mirate. A discese nelle piazze con obiettivi pochi ma precisi: taglio delle province, fusione dei comuni, finanziamenti alle scuole, sburocratizzazione decisa e profonda, proibizione alle aziende di delocalizzare perché anche in Italia le tasse vengono decurtate del 30% come minimo, abolire gli stipendi ai politici, sanare definitivamente il cancro dell’evasione, risolvere il problema degli affitti e delle case. Le tre parole magiche sarebbero: abbasso clientele, tangenti, burocrazia! Il Pd non può illudersi e decantare le primarie perché alle politiche queste manfrine verranno penalizzate. I vecchi imperano ancora e non mollano. Sono dietro le quinte e vedremo come riappariranno. (Sono un Renziano!) Non preoccupatevi che riappariranno e noi saremo nuovamente a mangiarci le unghie e a friggere. La politica è cambiata, cinquecento partitini, con centinaia di migliaia di persone che vivono sulle nostre spalle (il vecchio Pc insegna) non sono più sopportabili. Il popolo italiano sarà deficiente ma è più dignitoso, onesto e intelligente di migliaia di politici che meccanismi infernali hanno mandato a mangiare nelle greppie nazionali. Invece di cambiare la Costituzione, ancora tra le migliori, dovremmo bruciare migliaia di codicilli approvati in Parlamento, perché portassero a casa soldi a loro. Dico loro. Con giochetti infantili, dal caffè a trentacinque centesimi, ai milioni ai giornalucoli di partito, ai rimborsi assurdi dati a chi ha già stipendi vergognosi, alle pensioni da nababbo. E poi, se mi vengono a dire che poveretti prendono solo 3.500 euro e quindi non ce la fanno a campare, vorrei sbattere sotto il naso gli stipendi dei miei educatori con famiglia, figli e affitto: 1.250 euro! Non si lamentano, lavorano, rieducano alcuni figli e parenti dei signori che stanno seduti  nelle sale del Parlamento. Evviva!!!