Don Antonio Mazzi

La mazzata

Una regola contro l'inciviltà

16 Settembre Set 2013 1052 16 settembre 2013
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Secondo una ricerca americana, pare che l’inciviltà faccia perdere alle aziende otto milioni l’anno. Nei recenti Rapporti si legge che, per il 63% degli intervistati, la cattiva educazione è uno dei problemi più gravi negli Usa. Secondo il 71% è aumentata negli ultimi anni e per il 55% è destinata ad aumentare ancora. Se queste percentuali fossero vere, mi domando quanti milioni farebbero perdere all’Italia e agli italiani la maleducazione e l’inciviltà. I manager americani efficienti e poco burocratici, hanno subito cercato di correre ai ripari.  Stanno quindi accadendo cose che qui in Italia ce le sogniamo. Premiare chi è educato, saper sorridere, non criticare le persone alle spalle, guardarsi negli occhi e salutare (gli americani hanno dato pure le distanze: da tre metri ad un metro e mezzo), essere pazienti, ascoltare e ringraziare, risolvere i conflitti e gli errori parlandosi. Le mail siano mandate solo per motivi strettamente professionali. Non so cosa succederebbe se tali suggerimenti accadessero tra di noi. Violazione della privacy, interferenze padronali e attacchi antisindacali. Penso male? Non lo so. So solo che la inciviltà italica ha superato ogni limite e decenza. Soprattutto fuori dei posti di lavoro. Il galateo non è un libretto previsto nelle scuole. Invece,  insieme con la Costituzione italiana, dovrebbero essere i due testi gratuiti, indispensabili e obbligatori. Se ricordo bene, vengono date multe ai padroni dei cani, qualora facessero (i cani) i loro bisogni sui marciapiedi. Quando invece i loro bisogni i padroni li fanno coram populo, guai fare osservazioni. “Lei si faccia i c…. suoi!”. Non invento. È accaduto a me nel Parco Lambro. E non sono i cosiddetti carrettieri a spropositare, offendere e bestemmiare. Sono fior di professionisti i quali, in casa, oltre al cane avranno anche i figli e in ufficio, altri dipendenti. Saranno sempre così eleganti, delicati e gentili? Faremo anche noi una o più campagne nazionali sulla educazione in casa o fuori casa. Eh sì! Se in casa tutto è concesso, non possiamo poi esigere che fuori cambi il panorama. È vero che per buona educazione qualche mammina intende “non sporcare la maglietta di gelato”, ma solo qualche mamma. Prima che lo facciano tutte, vogliamo darci una regolata?