Don Antonio Mazzi

La mazzata

I giovani e le istituzioni fragili

4 Marzo Mar 2014 0843 04 marzo 2014
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A Vigevano una ragazza di tredici anni scappa dalla scuola attraverso la finestra del bagno. Per fortuna si è distorta solo una caviglia. Spaventati, come siamo, dalle tragedie quotidiane, da storie di suicidi, omicidi, bullismi  e disgrazie varie, facciamo un respiro di sollievo pensando ad una distorsione. Qualche ora di ospedale e già, la sera, era a casa. Se invece ci fermiamo un po’ a leggere cosa potrebbe stare dietro a questo gesto, quasi da cartone animato, il respiro si trasforma in sospiro. E rimbalza tra le righe la stramaledetta parola, carica di ombre e mai ben definita. La parola è: disagio. Mi pare di aver intuito qualcosa circa la situazione familiare. Difatti il quotidiano scrive: “La tredicenne sta vivendo una situazione di disagio (!)”. Non è delicato indagare nelle storie e, come troppo spesso facciamo, giudicare oltre la decenza. Però, senza troppa fatica, dobbiamo ancora una volta ripetere che le due istituzioni legate alla formazione e all’educazione delle nostre creature, cioè la famiglia e la scuola, sono fragili, obsolete e assenti. La nostra società è sbilanciata enormemente sulle informazioni, offrendole sempre in tempo reale sotto forma televisiva, caricate di colori, primi piani, commenti mai naturali, ignorando chi le vede, le sente e le interiorizza. È povera, invece, di affetti, parole, relazioni, ascolti, interpretazioni critiche e approfondite. La figura paterna, poi, e la professionalità dei docenti è rimasta ferma ad un tipo di adolescente che non esiste più. E, durante l’adolescenza, sia il padre che il professore dovrebbero giocare un ruolo primario e finora inedito. Sarebbero le sponde, gli allenatori, i leader che dovrebbero aiutare l’adolescente ad uscire dal secondo pancione (la casa) per andare incontro ad un tipo di società che nessuno di noi ha fatto loro conoscere. I diritti, i doveri, il rispetto, le amicizie, la pazienza, l’amore, il corpo, i sentimenti, chi mai ne ha discusso con i figli prima dell’adolescenza? Se poi se ne discute quando i rapporti coniugali sono ingrippati e le relazioni con i figli, subiscono i ricatti e le rivendicazioni della coppia, allora tutto precipita, con una velocità e una gravità che sfugge ad ogni controllo e autocontrollo. E le conseguenze le vediamo, anche con la tredicenne!