Riccardo Bonacina

La Puntina

I cattolici rottamano la seconda Repubblica e i partiti, ma…

22 Ottobre Ott 2012 1256 22 ottobre 2012
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Si è chiuso oggi a Todi  il Forum delle Associazioni cattoliche impegnate nel sociale e nel mondo del lavoro. Con qualche polemica e acciacco, le dimissioni del segretario Natale Forlani a 48 ore dall’inizio del Forum e l’uscita di Coldiretti una delle 7 organizzazioni promotrici (con Acli, Mcl, Compagnia delle opere, Cisl, Federsolidarietà, Confartigianato), oggi si è tirato le fila di Todi 2 e del lavoro preparatorio lungo qualche mese (qui alcune delle riflessioni). Seguendo la diretta provo a riassumere i contenuti con qualche provvisorio appunto.“I partiti che conosciamo hanno accumulato troppi ritardi e immoralità. Occorrono nuove proposte tanto nei contenitori che nei contenuti”, ha detto all’inizio della mattinata Andrea Olivero, presidente delle Acli, a cui è stato affidato il documento politico di giudizio. Insomma, una rottamazione sia della Seconda Repubblica, dei partiti nati con essa e che l’hanno animata, e del bipolarismo che l’ha contraddistinta. Rottamare ma per fare cosa? Anche su questo la risposta di Olivero è stata chiara “Non fare esaurire la stagione Monti. Dar vita a una maggioranza politica che continui l’opera di Monti”.  Questa pare essere la proposta politica in cui precipiterà tutto il lavoro di riflessione e di elaborazione sui contenuti. Sarà difficile spiegare, credo, come si possa coniugare l’attenzione alla persona, alle fasce deboli, alla coesione sociale, con un’agenda, quella del Governo Monti, che non ha fatto altro che desertificare la società, mortificandola sull’altare del debito sovrano.

Raffaele Bonanni, cui è stato affidato l’intervento conclusivo, prova spiegarlo così “È stato il cinismo dei partiti che non si sono voluti coinvolgere nel Governo Monti come era auspicabile, a far fuori le rappresentanze sociali e la concertazione sottraendo equità alle misure di quest’ultimo anno. Le forze politiche, più dei tecnici, sono le prime responsabili di questo. Perciò la nostra proposta è quella di un’Agenda Monti che si coniughi con l’agenda dei cattolici italiani, quella elaborata qui a Todi”.

Nel dibattito, non sono mancate domande scomode come quelle del filosofo Antiseri: “Dobbiamo dirlo però, per vent’anni i cattolici non hanno saputo dire nulla di rilevante, nessun giudizio politico importante a fronte delle difficoltà del Paese. Ed ora che facciamo? Scriviamo un programma, e poi chiediamo ad altri di realizzarlo?”.

Vero è che, come sottolineato da Luigi Marino, “i cattolici da vent’anni vivono nella diaspora politica”, ma bisognerebbe avere anche il coraggio di dire che, di riffa o di raffa, non c’è stata alcuna diaspora dal potere a cui hanno partecipato, di qui o di là, in abbondanza e senza risultati rilevanti se non quelli di salvaguardare qualche posizione di rendita e qualche, residuo privilegio.

Staremo a vedere se le due agende, Monti e cattolici, riusciranno a saldarsi nei prossimi mesi.