Riccardo Bonacina

La Puntina

Elezioni 2013: Cosa è davvero successo

26 Febbraio Feb 2013 1156 26 febbraio 2013
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Per capire cosa è davvero successo in queste elezioni che certificano la fine della Seconda Repubblica è utile fare un po’ di memoria sottraendosi per un attimo al chiacchiericcio dei talk show politici che continuano a non leggere i dati di realtà.

Operazione memoria. Le Elezioni politiche 2008, per limitarci alle due forze protagoniste del bipolarismo e al dato della Camera, avevano consegnato questo risultato: Il Pdl aveva raccolto oltre 13,6 milioni di voti per una percentuale del 37,4%, il Pd aveva raccolto oltre 12 milioni di voti per una percentuale del 33,7%. Cinque anni dopo il Pdl ha perso quasi la metà dei voti (7,1 milioni di voti raccolti in queste elezioni e una quota percentuale del 21,5)) e 12 punti percentuali; il Pd ha perso quasi 4 milioni di voti (8,4 milioni nelle elezioni 2013 e una quota percentuale del 25,4%) e 8 punti percentuali. Un’emorragia impressionante. I due attori del bipolarismo che ha caratterizzato la Seconda Repubblica hanno perso oltre 10 milioni di voti certificando il loro distacco tragico dalla vita del Paese. Detto questo è pur vero che rispetto ai sondaggi  di inizio gennaio (4 gennaio, sondaggio Ipsos per Ballarò) il Pd che era dato al 36% ha perso in poco più di due mesi oltre il 10% e il Pdl che era dato al 15,1% ha rimontato 6 punti. Chi si accontenta gode? Io credo di no. In archivio oggi vanno anche Fini, Di Pietro, Ingroia, Vendola e Casini sono all'anticamera dell'archivio. Monti, forse, avrà capito che un conto è dire “Siamo una forza maggioritaria”, un altra è prendere voti. Ma chi gliel'ha fatto fare?Operazione verità. La metà degli italiani, oltre 21 milioni, hanno detto forte e chiaro che bisogna cambiare e in fretta e che un’intera classe politica deve andare a casa, deve essere rottamata e che si devono aprire spazi e percorsi di partecipazione. E lo hanno detto con una chiarezza indubitabile: il 25 per cento non ha votato (dato record ad oggi di astensione alle elezioni politiche) e il 25% ha votato il M5S che ha come stella polare del suo programma quello di un cambio radicale di sistema e la messa in discussione della democrazia rappresentativa su cui i partiti hanno costruito e conservato il loro potere blindandosi in una fitta rete di privilegi. Gli italiani sembrano aver capito la sostanza del messaggio di Grillo esplicitata dalla sua scelta di evitare ogni apparizione televisiva e di vietare a tutti i candidati le apparizioni nei talk show, anche oggi. Una scelta che nell’era ipermediatica poteva sembrar sucida e che invece si è dimostrata vincente. Questo perché Grillo ha sancito una verità che nessun organo di stampa dice in quanto nessuno può ovviamente dirla: e cioè che l’informazione in Italia non è mondo a parte rispetto a quella politica che tutti, a volte l’informazione stessa, vorrebbero rottamare. L’informazione è tutt’uno con la politica, è il suo specchio. L’intreccio tra sistema dei partiti,  informazione e magistratura è un intreccio di potere oggi chiarissimo agli italiani. Si tratta di una collusione di carattere culturale e mentale, per cui informazione e magistratura si concepiscono in Italia in modo tutto politico.

Arrivano i barbari? Guardando oggi la tv sembra che ci sia il terrore perché in Parlamento ci sarà la calata dei barbari. Lasciatemi essere diretto: meno male. Abbiamo avuto un Parlamento deciso da sei anni in qua dalle segreterie di pochi partiti (le primarie del Pd sono state un segno di cambiamento, ma Bersani avrebbe dovuto lasciar correre Renzi e non inventare regole per bloccarlo) per una legge nota come “Porcellum”. Abbiamo avuto un Parlamento di persone inquisite, ballerine e modelle, giornalisti, magistrati, insomma espressioni delle elites e delle caste chiuse di questo Paese. Il M5S ha aperto le porte a una moltitudine vogliosa di impegno e che trovava porte sbarrate e a una generazione, spesso under 30, di cittadini vogliosi di riprendersi il Paese e diventare protagonisti del proprio destino. Gli oltre 100 deputati del M5S esprimono la voglia di tanti italiani di ritrovare le leve di una sovranità possibile (il proprio territorio e la propria vita) a fronte dell’allontanarsi della sovranità, l’Europa, i mercati, ect. Otto milioni e mezzo di italiani ne sono convinti (il M5S è il primo partito dicono queste elezioni) e non è un male. Anzi, a me pare una boccata d’aria. Le competenze? Vedremo, credo che peggio di ciò che abbiamo visto sia impossibile vedere. Semplicemente, come ho già scritto, bisognerà ritrovare un punto di ripartenza della democrazia che non sia il sistema dei partiti . Una bella sfida, necessaria.

Non parlatemi ora di forze responsabili. Sento che si parla molto oggi di patto tra forze politiche responsabili. Ma sono forze politiche responsabili quelle che in questi anni non sono state capace di emendarsi e riformarsi, sono forze politiche responsabili quelle che in 5 anni non hanno saputo fare una legge elettorale, sono forze politiche responsabili quelle che hanno difeso con le unghie il sistema di privilegi non trovando di meglio che tartassare i cittadini-sudditi? Se si perseguirà questo schema, aspettatevi un altro prossimo terremoto.