Riccardo Bonacina

La Puntina

Così Conte e Toninelli hanno preso per i fondelli i genovesi e tutti noi

25 Settembre Set 2018 1811 25 settembre 2018
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Il 14 settembre scorso, in piazza Genova il premier (si fa per dire) Giuseppe Conte, un po' più tronfio del solito (deve essere una qualità dei bugiardi) sventolò dei fogli dicendo che era orgoglioso di presentarsi con il testo del tanto atteso (erano già passati 30 gg dalla catastrofe) Decreto per Genova. Disse, en passant, che il Decreto era pronto “salvo intese”, che significava che in 30 giorni non si era riusciti a trovare un accordo con gli Enti locali (Comune e Regione).

15 settembre Toninelli a Porta a Porta

La sceneggiata fu ripetuta il giorno dopo da Danilo Toninelli in una sfortunata (per quel suo sorriso ebete perchè sempre compiaciuto) partecipazione a Porta a Porta, cerimoniere Bruno Vespa.

Tanto per dire e per fare un po' di memoria ripercorriamo i tempi con cui i precedenti Governi a fronte di un terremoto licenziarono il testo di un decreto dedicato alle persone e ai territori:

  • Abruzzo 2009, Decreto dopo 23 giorni (Governo Berlusconi);
  • Emilia 2012, Decreto dopo 7 giorni (Governo Monti).
  • Centro Italia 2016, Decreto dopo 13 giorni (Governo Renzi).
  • Genova, 41, anzi ormai 42 giorni dopo, ancora il decreto non è arrivato sulla scrivania del presidente Mattarella!

Invece sino ad ora solo promesse. Promesse che il quotidiano di Genova, Il Secolo XIX, ha messo in fila. “Presto un commissario”, dice Di Maio il 14 agosto. “Cominceremo la demolizione del ponte a inizio settembre”, promette la Lega a fine agosto. Ancora Di Maio il 10 settembre: “Entro la fine della settimana o all’inizio della prossima il governo approverà il decreto”. Poi Danilo Toninelli il 12 settembre: “Decreto Genova in consiglio dei ministri forse domani. Conterrà la nomina del commissario”. Sempre Toninelli in visita agli sfollati il 20 settembre: “Ho il decreto in mano, immagino che nelle prossime ore sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale”.

Ma quel che è peggio è quanto è emerso oggi.

Il "Decreto Genova" sarebbe fermo alla Ragioneria di Stato, perchè non vi sarebbero sufficienti garanzie sulle coperture economiche. L'indiscrezione è filtrata da ambienti del Comune di Genova, che insieme con la Regione Liguria, sta attendendo con impazienza che il provvedimento venga licenziato. "Non so a che punto sia il Decreto. Un giorno più o in meno non importa, conta quello che c'è dentro", ha detto il commissario per l'emergenza e presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che aggiunto: "Ormai questo sembra il decreto desaparecido". "Dal primo ottobre saremo al ponte a guardare se sono iniziati i lavori. Genova si aspetta che questo avvenga, è il messaggio della città al Governo", ha detto il sindaco Marco Bucci a un convegno della Cgil sul futuro della città. "Non accetteremo un decreto a metà" ha aggiunto il sindaco. "La Ragioneria Generale dello Stato non ha bloccato il decreto, ma lo sta sbloccando". E' quanto affermano fonti Mef su decreto Genova, smentendo "categoricamente" indiscrezioni riportate da un sito. Il decreto - viene spiegato - è arrivato "senza alcuna indicazione degli oneri e delle relative coperture". E che "i tecnici della RGS stanno lavorando attivamente per valutare le quantificazioni dei costi e individuare le possibili coperture da sottoporre alle amministrazioni proponenti".
Insomma, da quanto si apprende dalla stampa, il testo è stato inviato alla Ragioneria dello Stato senza coperture. Un atto di peggiore dilettantismo, che offende l'intera città abbandonata dal governo al di là dei soliti proclami e delle bugie. Il dubbio, ma è ormai una quasi certezza (dopo quanto detto a proposito del Def) è che questi non sappiano neppure leggere il bilancio dell Stato per individuare i tagli possibili e le possibile coperture. Così con una superficialità senza limiti e con un'irresponsabilità offensiva nei confronti, innanzitutto dei genovesi), manda un testo con i puntini!

Oggi Renato Brunetta che non amo li ha battezzati così: “Sono dei buoni a nulla ma capaci di tutto”.

Continuare a farci prendere per i fondelli?

Qui il Decreto Genova con i puntini invece delle cifre