Riccardo Bonacina

La Puntina

Salvini si assolve grazie ai 5 stelle e i trafficanti d’uomini festeggiano

20 Marzo Mar 2019 1555 20 marzo 2019
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Non ritornerò su quanto era ben chiaro sin dal 1 febbraio di quest’anno quando notavo : «Volete sapere come andrà? Semplice, i 5 Stelle voteranno no all'autorizzazione a procedere e ci spiegheranno che Salvini bloccando una nave della nostra Marino Militare (la Diciotti, appunto) avrà difeso “I confini e la sicurezza nazionale”».

Oggi, puntualmente, l'aula del Senato (grazie ai voti di Lega, M5S e Forza Italia) ha respinto l'autorizzazione a procedere contro il ministro Matteo Salvini, accusato dalla magistratura italiana di sequestro di persona aggravato, perché inflitto a persone in condizioni precarie e a minori, come erano i 47 migranti della nave Diciotti fermati per 5 giorni davanti alle coste di Siracusa con il divieto di scendere nonostante il naufragio e 13 giorni di mare alle spalle.

Se non fosse tragica (per la democrazia, per il rispetto dei diritti che si deve ad ogni persona e per l’onore e la credibilità dell’Italia) si conclude in una vera farsa questa brutta pagina del Governo gialloverde. Farsesche, infatti, sono le dichiarazioni rese oggi in aula dal ministro Matteo Salvini: "Quando si mette in dubbio che col mio lavoro abbia abusato della mia carica per qualcosa che ho fatto, faccio e rifarò per difendere i miei figli, mi emoziono - dice il vicepremier - Per andare a processo dovrei dire una bugia", relativamente al fatto di non aver agito per interesse nazionale.

Nessuno sano di mente potrà infatti acconsentire al fatto che il divieto di 5 giorni allo sbarco da una nave della Marina Militare italiana possa avere a che fare con la difesa della sicurezza nazionale e dei nostri figli!

Il caso ha voluto che poche ore prima della farsa in Senato la nave Mare Ionio, battente bandiera italiana, del progetto Mediterranea (sostenuto dalle donazioni di migliaia di italiani e da decine di organizzazioni della società civile), che aveva soccorso 50 migranti (35 uomini e 15 minori non accompagnati) tre giorni fa nella fantomatica zona Sar Libica (abbiamo spiegato altrove come tale zona sia una tragica finzione).

Da mesi, le pur frequenti segnalazioni di barconi in avaria non vengono condivise dai libici ma lavorate "in house" in modo tale da non avere interferenze esterne o fastidiosi testimoni. E così tutta la questione si riduce a un inseguimento privato, che può finire in qualsiasi modo: con l'"arresto" dei fuggitivi e la riconsegna ai centri di detenzione; con il loro salvataggio fuori dalla Sar libica, a Lampedusa o a Malta; oppure nel modo peggiore, con una tragedia silenziosa, senza tracce né testimoni.Quanto al place of safety, ovvero il luogo sicuro di sbarco, la Libia, visti i conflitti interni in corso e la condizione generale del Paese spaccata nei due governi contrapposti, non ne ha uno. Lo ha detto chiaramente l'Onu, attraverso l'Unhcr, l'Alto commissariato per i rifugiati. E recentemente lo ha ammesso anche l'attuale ministro degli Esteri del governo Conte, Enzo Moavero Milanesi.

Impressionanti le prime testimonianze degli ospiti della nave Mar Jonio raccolte dai giornalisti e dalle autorità. Tra i 50 migranti molte le testimonianze di migranti che hanno raccontato di essere al secondo, terzo, quarto tentativo di viaggio. “Per tre volte sono salito a bordo di un gommone diretto verso l’Italia, ma per tre volte mi hanno catturato in mezzo al maree mi hanno rispedito indietro nelle prigioni libiche. Pensavo che non avrei più rivisto la luce del sole invece, grazie a Dio, eccoci qua” racconta un venticinquenne gambiano. Testimonianze plastiche di come la politica del ministro Salvini, che fa spallucce di fronte al tema dei diritti umani e che vorrebbe arretsrae i volontari delle Ong, non fa che moltiplicare per due, per tre, per quattro il fatturato dei trafficanti d’uomini. Trafficanti che devono aver stappato spumante italiano e festeggiato alla notizia che il loro nume italiano non avrebbe avuto nessun guaio giudiziario.

Un circuito perverso e allucinante che Salvini non vuole o non può capire visto che nella delirante sua direttiva del 19 marzo (solo ieri), a pagina 4, faceva scrivere “Dai casi concreti di soccorso verificatesi in acque internazionali sono emersi molteplici elementi di una strumentalizzazione da parte dei trafficanti della doverosa attività di salvataggio al fine di perseguire lo scopo ultimo dell’ingresso irregolare sul territorio nazionale dei migrati, obiettivo necessario per il conseguimento del profitto illecito sottostante all’attività criminosa posta in essere”.

Ora non solo non è vero che il profitto dei trafficanti sia conseguente all’ingresso irregolare in Italia giacchè i viaggi si pagano in anticipo e i migrati sono vuoti a perdere, ma oggi, proprio grazie alla politica di questo governo, questi vuoti a perdere sono restituiti grazie alla guardia costiera libica, i cui uomini sono spesso interscambiabili con bande di trafficanti come dimostrato da alcune inchieste, e alla criminosa complicità dell’Italia e dell’Europa per più volte alle opportunità di profitto dei trafficanti di uonimi!