Giulio Sensi

l’involontario

Tu quoque Marco Travaglio

18 Marzo Mar 2013 1446 18 marzo 2013
  • ...

"C’è chi viene qui solo per insultare (cari cerebrolesi, nessuno vi obbliga a leggermi)". Mi sorprende leggere queste parole di Marco Travaglio in un articolo in cui si lamenta dei commenti ai suoi articoli (caro Marco, ti aspetti che in una bacheca pubblica non arrivino certe persone, o i loro troll, a scriverti?).

Mi sorprende perchè sono stufo di una retorica pubblica che usa le diversità, le marginalità, le disabilità (diversi e marginali poi da cosa? Disabili per cosa?) per colpire qualcuno. Stufo perché non si fa altro che rinfocolare e diffondere quella narrazione delle diversità che discrimina e ghettizza, che getta uno stigma di colpa su tante persone per le condizioni fisiche o psichiche che vivono (non ci sono veramente altre espressioni per aggettivare quei disturbatori caro Marco?).

E che crea le condizioni per farle sentire ingiustamente un peso per la società.

"Conosco molto bene persone che lavorano nei Reparti di rianimazione e nei reparti di lungo degenza, è un offesa a chi li assiste e a chi purtroppo si trova in questa situazione, fai bene ad indignarti!" commenta un'amica su facebook a proposito dell'uso di "cerebroleso" per offendere.

E mi viene in mente un altro caro amico e collega che con le sue orecchie ha sentito pochi giorni fa una giornalista (di una tv privata nazionale) utilizzare l'espressione "mongoloide" per aggettivare chi non ha ancora imparato a fare la raccolta differenziata. O quei ragazzi che chiamano "falso invalido" il compagno di classe che esagera un pochino il suo malessere fisico e magari restano a casa e saltare un compito in classe.

Le parole sono importanti sono capaci di creare e distruggere, di spostare montagne, di assolvere o condannare, di riconoscere la dignità o cancellarla. E non si tratta di essere politicamente corretti o buonisti, ma di usare il buonsenso e di chiedersi quali effetti possano avere quelle che si usano. Soprattutto quando le leggono decine di migliaia di persone come accade per quelle di Marco Travaglio.