Giulio Sensi

l’involontario

Trasporto sanitario, Anpas vince in Europa

12 Dicembre Dic 2014 0950 12 dicembre 2014
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La tesi dell'avvocatura generale della Corte di Giustizia Europea secondo cui le procedure previste dalle norme della Regione Liguria erano contrarie al diritto europeo sono state smentite.

Una vittoria per l'Anpas, la Croce Rossa e per il volontariato italiano che svolge attività di trasporto sanitario in convenzione con gli enti pubblici e in particolare con le Asl. Il contenzioso dura dal 2010 e dopo i gradi della giustizia italiana era approdato alla Corte di Giustizia Europea.

Il Tar aveva dato ragione alle due cooperative che si erano opposte all'affidamento per convenzione ad Anpas e Croce Rossa italiano del trasporto sanitario da parte dell'Asl 5 della Liguria. Secondo il Tribunale Amministrativo, gli appalti pubblici erano stati aggiudicati in violazione di diversi principi stabiliti dal Trattato di Funzionamento dell’Unione europea.

Regione Liguria e Anpas avevano poi fatto appello al Consiglio di Stato. Il quale aveva sottoposto alla Corte alcune questioni pregiudiziali che riguardavano la coerenza delle norme sulle quali si basava l’affidamento all’Anpas e alla Croce Rossa rispetto al diritto dell’Unione europea.

Dopo il parere dell'avvocatura della Corte di Giustizia nettamente sfavorevole ad Anpas che aveva fatto ricorso, ieri è giunta la sentenza della Corte di Giustizia Europea.

Gli articoli 49 TFUE e 56 TFUE -scrive la Corte nella sentenza- devono essere interpretati nel senso che non ostano ad una normativa nazionale che, come quella in discussione nel procedimento principale, prevede che la fornitura dei servizi di trasporto sanitario di urgenza ed emergenza debba essere attribuita in via prioritaria e con affidamento diretto, in mancanza di qualsiasi pubblicità, alle associazioni di volontariato convenzionate, purché l’ambito normativo e convenzionale in cui si svolge l’attività delle associazioni in parola contribuisca effettivamente alla finalità sociale e al perseguimento degli obiettivi di solidarietà ed efficienza di bilancio su cui detta disciplina è basata”.

La sentenza C-113/13 della Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha riconosciuto quindi agli enti no profit la possibilità di svolgere trasporto sanitario di urgenza e di emergenza con affidamento diretto senza gara d’appalto secondo i principi di universalità, di solidarietà e di efficienza economica.

Una sentenza spartiacque e una vittoria per Anpas -commenta l'associazione in una nota-, dopo un lungo iter iniziato nel 2010 con la convenzione stipulata dall'Asl 5 della Liguria con Anpas Liguria per per il trasporto sanitario di urgenza senza gara d'appalto. e il successivo ricorso di altre due cooperative (San Lorenzo e Croce Verde Cogema) che hanno chiesto l'annullamento delle convenzioni facendo riferimento alla direttiva direttiva 2004/18/CE sull'aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi”.

Anche in riferimento all’articolo 118 della Costituzione, alla legge 266/1991 sul volontariato e alla legge 833/1978 che istituisce il servizio sanitario nazionale, i giudici di Lussemburgo hanno stabilito che il modello ligure ha mantenuto un servizio accessibile a tutti e ha perseguito gli obiettivi di solidarietà ed efficienza di bilancio.

"È una importantissima vittoria che riconosce l’importanza e la peculiarità del nostro modo di fare volontariato", sostiene Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas. "Il servizio che fanno i nostri volontari è il segno della comunità che si organizza facendo riferimento all’articolo 118 della Costituzione sul principio di sussidiarietà. La storia del sistema di emergenza e urgenza, del quale il volontariato è parte integrante e fondativa, ha fatto la storia dei singoli territori e delle comunità. Non solo, quindi un risparmio, ma è anche e soprattutto alla luce di questa ulteriore conferma di questa storica sentenza della Corte Europea che non dobbiamo dar per scontato il servizio qualificato svolto con grande passione e competenza dai nostri volontari, il vero capitale umano e sociale di ogni comunità".