Benedetta Verrini

Mamma Mia

Piccoli lettori al Big Bang

20 Marzo Mar 2013 1040 20 marzo 2013
  • ...

Intorno ai 3-4 anni i piccoli lettori vivono una sorta di Big Bang: non bastano più solo le favole. A un certo punto, come pionieri, si spingono oltre il loro mondo conosciuto e scoprono i generi letterari.

A casa mia, per ora, la saggistica va per la maggiore. Il passepartout sono stati i dinosauri. Abbiamo forse tutti i titoli possibili dedicati al Mesozoico…Ma poi, visto che i dinosauri si sono estinti per una meteorite, poi sono arrivate le glaciazioni – blablabla - ecco sorgere la curiosità per la terra e per il cielo. E allora via con i libri dedicati ai vulcani e ai terremoti, e poi i libri introduttivi all’astronomia (molto bello è l’ “Astrolibro dell’universo”, che vede tra gli autori proprio l’astronauta Umberto Guidoni). Poi un po’ di interessi naturalistici, leoni, tigri e pinguini. L’ultima virata riguarda invece il corpo umano e le emozioni: con “Argh! Uffa! Urrà!” (Editoriale Scienza) ci stiamo spiegando parecchie cose sulla rabbia, l’imbarazzo, la gioia.

Ma qui si naviga a vista, ogni giorno c’è qualcuno che dalla sua vedetta grida di aver scoperto un continente nuovo.

Per questo guardo con sempre maggior interesse all’appuntamento annuale della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, che dal prossimo 25 marzo festeggia la sua cinquantesima edizione. “E’ un’annata molto interessante e ci entusiasma per la grande qualità delle proposte”, mi spiega Cristina Zeppini, fondatrice della libreria Nuova Scaldapensieri di Milano, appassionata lettrice ed esperta di letteratura per ragazzi. Nel suo blog trovo sempre spunti e consigli molto interessanti, quindi mi piace averla come “bussola” nel leggere le novità che ci propone la Fiera.

“Per i ragazzi più grandicelli ci sono proposte molto ambiziose, sia per la cura editoriale sia per le tematiche proposte”, mi dice. “Uno dei più bei titoli che ho letto ultimamente è “Se il diavolo porta il cappello”, di Fabrizio Silei, autore già premiato con l’Andersen, che questa volta affronta un romanzo di formazione in cui introduce la vicenda dell’olocausto degli zingari”.

Ma i generi?Il fantasy è in calo, dopo la grande abbuffata degli ultimi anni e la coda d’interesse per l’uscita de “Lo Hobbit” al cinema. Invece resta alta nei ragazzi la passione per il genere distopico: è come se fossero consapevoli di aver ricevuto un’eredità pesante, un mondo martoriato sia dal punto di vista ecologico che sociale. Perciò amano gli eroi che si battono per un mondo più giusto, con storie di grande fascino di cui Hunger Games è certo la più famosa, sebbene non la migliore”.

Per i più piccoli, uno dei titoli più interessanti è “C’era una volta una storia”, di Giovanna Zoboli (Topipittori) e “Mai più senza libri” di Peter Carnavas (Valentina). “Presentano una riflessione sulle storie e sui libri: storie che non vivono se non passano da una persona all’altro, persone che non possono essere felici senza i libri e le storie…”. Ma proprio questo, mi viene da obiettare, porta alla grande questione del nostro tempo: i nostri figli continueranno a leggere la carta o sta cambiando tutto? Il regalo dell’anno, in fondo, è stato il tablet per bambini e gli interessi economici in gioco sono enormi.

“Certo, sono nativi digitali e hanno un’enorme confidenza con i nuovi supporti”, mi risponde Cristina. “Ma li usano per fare cose differenti dal leggere: disegnano, fotografano, giocano, imparano cose nuove. I libri di carta restano un’altra cosa, sono un elemento necessario al loro sviluppo, innescano la fantasia, esercitano la memoria e, su tutto, cementano la relazione con l’adulto, offrono un momento intimo che nessun tablet potrà mai dare. Pertanto credo, spero che potranno coesistere”.

La Fiera del Libro rende omaggio quest’anno a Daniel Pennac, che riceverà anche una Laurea Honoris Causa a Bologna. Un titolo su tutti? “Nella sua produzione per i ragazzi il suo capolavoro è “L’occhio del lupo” Semplice, straordinario, poetico. Buon viaggio, piccoli lettori!”