Benedetta Verrini

Mamma Mia

Non toglieteci la patente

5 Settembre Set 2013 1317 05 settembre 2013
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Se domani dovessi essere definita Genitore 1 (no, penso che non potrei mai essere il Genitore 2), credo che alzerò bandiera bianca.

Mater certa, dicevano i latini, perché i figli escono dal corpo della donna attraverso il seme messo da (un qualche, non sempre identificato) uomo. Questo, fino ad ora, è stato il meccanismo.

Perché si deve negare? Perché si deve neutralizzare tutto? Stiamo diventando schiavi del politically correct, a danno dell’esperienza educativa che è tutta fondata su scelte, a volte anche rischiose, per formare le generazioni future.

Fatico molto, lo confesso, ad accettare questa moda emergente all’educazione neutra, quasi che i bambini fossero girini e non fosse più bene dire che sono maschietti e femminucce. Penso che i bambini abbiano bisogno di identificare i propri genitori. Forse che le mamme e i papà gay non si fanno chiamare, appunto, “mamma” e “papà”?

A cosa serve usare i termini Genitore 1 e Genitore 2? A nascondere ai bambini di avere genitori omosessuali? Non sono mica scemi: si accorgono che sei più vecchio, più grasso, più malvestito, più calvo… figurati se non si accorgono che invece di essere femmina sei maschio o viceversa.

A cosa serve usare i termini Genitore 1 e Genitore 2? A non mettere in imbarazzo i bambini con genitori omosessuali? E’ difficile pensare che l’integrazione possa passare dall’imposizione legislativa, calata dall’alto, non condivisa da una maggioranza che finora si è sentita abbastanza orgogliosa del proprio ruolo (anche considerando la discreta fatica che compie ogni giorno…).

Più che una questione di relazioni padri/madri e figli, non è quello del Genitore 1 e 2 solo un problema di adulti? Quello di qualcuno che tiene molto più a essere riconosciuto dalla società piuttosto che dal proprio figlio?

Penso che proprio questo ruolo, al contrario di essere obsoleto, ci metta tutti allo stesso livello: ci siamo alzati di notte, abbiamo cambiato i pannolini, li abbiamo portati a scuola, abbiamo fatto il tifo alle gare di nuoto, abbiamo risparmiato per il loro futuro. Tutti quanti. Non toglieteci la patente di madri e padri. Ci accomuna tutti, a volte ci rende anche migliori.