Cristina Nespoli

Mondi vicini

Non l'ho scritto io

2 Luglio Lug 2013 0759 02 luglio 2013
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Questa volta il blog non l’ho scritto io, il testo è quello della mail di qualche giorno fa inviato da una mia collega in viaggio in un Paese africano. Non voglio incensarmi, è il nostro modo di non soffocare nella burocrazia borbonica che ci domina e chiede carte su carte, a volte senza nemmeno un motivo poi così valido,  e allora è importante recuperare il “perché”.

Ho tolto i riferimenti al Paese e al nome del bimbo perché la famiglia adottiva non è di ENZO B per cui preferisco tutelare la loro privacy.

“In questo mio ritorno in XXX ho nuovamente incontrato un bimbo che era un ragno quando abitavo qui. La sua mamma aveva tentato di ucciderlo, compromettendogli seriamente l'esofago. Non mangiava un cavolo, vomitava tutto ...non so quante volte mi ha vomitato addosso...non lo avevamo potuto abbinare perché era complicato capire quanto sarebbe vissuto e se il tentativo di soffocamento gli avesse causato dei problemi neurologici. Una fisioterapista volontaria di ENZO B aveva insegnato alle suore a fargli fare ginnastica perché era un bimbo completamente ipertonico e rigido. Nessuno, nemmeno in orfanotrofio, voleva XXXX perché piangeva sempre e perché a causa del reflusso faceva in continuazione versi fastidiosi.

Oggi gli occhi belli di quel ragnetto appartengono ad un bimbo di tre anni completamente sano con le fossette sulle guance e che la prossima settimana la sua famiglia adottiva verrà a prendere. Opera di Dio, del destino, dell'uomo che quando vuole non fa poi cosi schifo... Poco importa, io nel rivederlo ho toccato e riempito di baci un miracolo, una magia. Volevo solo dirvi che nonostante tutte le difficoltà del periodo, le incomprensioni, le fatiche diffuse...facciamo un lavoro straordinario, di una grandezza che nemmeno immaginiamo e a volte ci fa bene ricordare perché ci dedichiamo alla causa.”

L’opera di Dio, degli uomini o del destino è, molto spesso, imperscrutabile, per cui se siete passati di qui e avete letto, pensate invece a Therese: lei è una bimba molto speciale che tutti noi vorremmo non si arrendesse e rimanesse con noi