Simone Feder

No Slot

Bambini che crescono con genitori intossicati d’azzardo

20 Aprile Apr 2014 1941 20 aprile 2014
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Sono molte le lettere che ci arrivano ricche di sofferenza che spesso rompe gli argini e oltrepassa i confini dell’immaginabile, a volte mi sorprendo a chiedermi se ci sarà mai un limite.

Mi interrogo spesso come sia possibile che tutto questo succeda, soprattutto quando a farne le spese sono le piantine fragili della nostra società: i bambini.

Ci sono notti che si fatica a dormire perché si è stanchi o perché le preoccupazioni del lavoro o personali non lasciano in pace, ma provate a pensare e cercate di sentire, o almeno immaginare, la notte senza sogni di questa bambina.

“Ho lavorato come barista per un brevissimo periodo in una sala giochi e mi è capitato di assistere ad una situazione che purtroppo, una collega mi ha raccontato essere molto frequente. ..

Sto parlando di una coppia, all' incirca avranno 45anni,  e della loro figlia di 9 anni....arrivavano frequentemente alla sala slot nel primo pomeriggio. I due si attacavano immediatamente alle macchinette, talmente presi da lasciare la bambina per pomeriggi e notti intere (anche fino alle 6.30/7 di mattina) sullo sgabello del banco del bar o sui divanetti appena fuori a dormire... perché essendo minorenne non poteva entrare nella sala slot.

A volte la piccola cercava di avvicinarsi ai genitori e giustamente chi era in servizio doveva fare presente che la bambina non poteva stare lì e allontanarla. Il padre molto scorbutico trovava sempre da dire perché tanto "alla bambina non succede niente e poi rimane vicino l'ingresso  della sala slot".

Per passare i pomeriggi questa bambina non aveva altro passatempo che mangiare  (infatti era decisamente sovrappeso) oppure giocare al gioco delle pinze (1 euro a partita con la possibilità di vincere peluche)....

Vederla è stata una scena sconvolgente… vedere sia la madre che il padre disinteressati completamente di lei e del suo crescere mi ha fatto e mi fa tuttora molto arrabbiare, facendomi interrogare sul mio stesso essere lì!”  

Scene di sofferenza come questa non possono lasciarci indifferenti. I piccoli, le vere vittime, difficilmente riescono a comprendere certe situazioni di cui spesso sono solo spettatori involontari. Il modo di interpretare la realtà di un bambino è diverso dal nostro, specie se ciò che osserva riguarda i propri genitori! E i risultati più evidenti di questi traumi li vedremo solo tra alcuni anni.

Cara Italia dove stai andando?  Quando anche i bambini vedranno rispettati i loro diritti?

Proviamo a chiederci che penserà questa bambina di questo che molti si ostinano a chiamare gioco?

E’ tempo di agire, il disagio di questa bambina non può e non deve appartenere “solo” a lei!

@simonefeder