Simone Feder

No Slot

Azzardo e pubblicità: vincono le lobby!

7 Febbraio Feb 2015 1402 07 febbraio 2015
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Dal 20 febbraio 2015 dovrebbe trovare attuazione la legge delega fiscale di cui tanto si parla, ma di cui poco si spiega.
Avrebbe dovuto essere lo strumento privilegiato con cui mettere ordine all’interno di tutto il sistema “gioco” (che ancora ci si ostina a chiamare così contribuendo ad una confusione, comoda, di termini), in realtà si sta rivelando l’ennesimo inganno.
All’interno dell’art.14, quello che tratta in modo specifico il mondo azzardo, avrebbero dovuto esserci limitazioni, strumenti e indicazioni per il contrasto a questa piaga sociale, e invece dalle prime bozze che circolano rischiamo, grazie agli infiniti emendamenti che modificano in continuazione il testo, di trovarci semplicemente banalità e ovvietà.
Pensiamo alla pubblicità, primo veicolo di diffusione dell’azzardo, sarà consentita a soggetti concessionari ovvero appartenenti alle reti di raccolta dei giochi pubblici gestite dai concessionari. Un po’ come dire che chi agisce di nascosto non potrà farsi vedere… chi di voi giocando a nascondino con i compagni in cortile si sbracciava dal proprio nascondiglio per farsi guardare??? Come si può pensare che l’azzardo illegale, quello che agisce nell’ombra, decida di esporsi alla luce del sole? Ma soprattutto, che senso ha fare una legge su qualcosa che per legge non dovrebbe nemmeno esistere?
Altra limitazione riguarderà le fasce orarie, la pubblicità sarà quindi vietata all’interno della cosiddetta fascia oraria di programmazione protetta per i minori ossia tra le ore 16.00 e le ore 19.00 di ogni giorno, fatta eccezione per le trasmissioni su canali afferenti al genere di programmazione tematica “sport”. Come se i più piccoli fossero davanti al televisore solo in quegli orari, come se fosse solo loro il problema , come se non esistessero altri canali di diffusione di certi messaggi (uno fra tutti l’online, a cui specialmente i più giovani sono collegati 24h su 24 senza controllo)
L’azzardo non fa male ad orari, come si può pensare ai giorni nostri che basti evitare di trasmettere certe pubblicità tre ore al giorno per salvaguardare il nostro tessuto sociale? Non è una malattia ad orari o ad età, non si può ritenere qualcosa dannoso solo in certi momenti.
Si stanno prendendo gioco di noi! La lotta contro l'azzardo non può e non deve trasformarsi in una vetrina politica in cui ci si espone con belle parole a cui però non seguono fatti concreti e soprattutto decisivi. Troppo spesso i nostri politici non si accorgono di quello che chiedono a gran voce i nostri territori, ma noi non possiamo stare zitti e accettare tutto questo! È ora di farci sentire!

@simonefeder