Simone Feder

No Slot

Da circa tre anni fuori dall’inferno!

13 Agosto Ago 2015 0840 13 agosto 2015
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Sono la moglie di un “ex giocatore d’azzardo” e scrivo per dire che dopo quasi tre anni di terapia , che ha coinvolto non solo mio marito, ma tutta la famiglia, ossia anche me e mio figlio, quello di cui ho paura ora non è più mio marito, ma tutto quello che mi circonda…

Trovo pericoli ovunque vado…

Sono in cassa al supermercato e le cassiere mi propongono di prendere un gratta e vinci…

Ma com’è possibile che un supermercato anche rinomato si lasci coinvolgere in un'assurdità così!! Non sarebbe più logico e onesto proporre di comprare una scatola di tonno, pasta o fagioli per bambini che muoiono di fame o anziani che non arrivano a fine mese con la loro pensione? Questa si che sarebbe una proposta di gran cuore, non cercare di vendere sogni e false illusioni a povera gente, che magari nella rete di questo giochetto ci rimane pure impigliata…

Cari direttori di centri commerciali non pensate poi che potreste perdere clienti? Quando si arriva ad essere giocatori compulsivi non si pensa ad andare a fare la spesa, spesso i soldi non ci sono nemmeno, più importante rimane l’acquisto dei gratta e vinci… questo è anche merito vostro e dello Stato che vi permette di farlo.

Giorni fa mi è capitato di andare in piscina e davanti a me al bar c’era un bimbo di circa 7 anni, che insieme al gelato voleva anche le caramelle tanto quel 20€ l’aveva vinto con il gratta e vinci e non era la prima volta… il papà rideva, la barista gli proponeva di andare con lei a prenderne uno data la sua notevole fortuna… bravi, bravi, ridete, poi quando vi troverete ad avere al vostro fianco un giocatore, allora ci sarà solo da piangere!

E non scandalizziamoci se i genitori portano con se i figlioletti e li iniziano al gioco, tanto per il nostro Stato è gioco legale e sempre per lui ci sono pochi giocatori ammalati… ora mi sento di dire basta! È ora di finirla con questa farsa, i dati li conoscete più che bene, forse è solo più conveniente far finta di non sapere. Non c’è miglior sordo, o meglio anche miglior cieco di chi fa finta di non vedere e sentire. Però da parte di tante persone come me (siamo tanti e troppi) l’unica cosa che vogliamo urlare è: VERGOGNA!

Mi è forse lecito sognare di avere uno Stato che mi tutela e mi protegge e non uno Stato che invece mi da una spinta per buttarmi nel baratro.

Con affetto

Lucia