Simone Feder

No Slot

Rogoredo, dentro la perdizione

7 Novembre Nov 2020 1114 07 novembre 2020
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Quanto è difficile capire una persona che vive una quotidianità disperata. Giorni, ore e minuti scanditi dalla totale assenza, non solo di soddisfazione dei bisogni primari, ma anche di quella piccola luce che porta a pensare che tutto può migliorare: la speranza.

È agghiacciante ammetterlo e osservarlo in ogni campo, ma i nostri occhi si stanno purtroppo abituando all’oscurità, a ciò che non vogliono vedere, a raccontare fatti di cronaca che ci attraversano come se fossimo fatti di niente…

In questi ultimi 15 giorni a #Rogoredo due persone sono tragicamente morte, investite da treni in corsa mentre percorrevano i binari, unica via che, nella loro totale disperazione, potesse portarli ad uscire da quel 'non posto' maledetto.

Una via crucis per non incontrare chi, in nome di una sicurezza tanto richiesta e ostentata, scambia il controllo con la presa in carico, la cacciata del problema con la sua risoluzione, la chiusura con l'accoglienza... Ma è questa la risposta al disagio?

Ci sono anime senza speranza che purtroppo toccato il fondo non riescono a fare altro che iniziare a scavare… altro che risalire! Agganciare chi vive nella disperazione più nera non può però voler dire obbligarli a scavare di più perché non siamo pronti a dar loro soluzioni fuori dalla buca.

La risposta al loro bisogno va data soprattutto in chiave esistenziale, dobbiamo essere pronti ad offrire loro una mano, avere il coraggio di sporcare anche le nostre per tirarli fuori dal quel pozzo nero e fagocitante. E, una volta agganciati, dare a loro ciò che serve per soddisfare i loro bisogni primari: lavarsi, nutrirsi, vestirsi... Aiutarli a recuperare quella dignità umana in assenza della quale sono costretti a scappare e nascondersi.

Alcuni, dentro questa loro perdizione, sono come l’acqua in discesa che non si riesce a fermare, ma quando si riesce a stabilire con loro una relazione, quando ti riconoscono come amico, anche le acque più burrascose imparano a fermarsi. Da quel momento, da quando la possibilità di fidarsi inizia ad essere per loro una luce concreta e reale, il tempo per loro non sarà più lo stesso.