Sergio Marelli

Non governativo

Attacco alla democrazia partecipativa

20 Luglio Lug 2012 0750 20 luglio 2012
  • ...

Dopo il primo sintomo giunto a febbraio con la chiusura della Agenzia per il Terzo Settore, inglobata nel Ministero del Lavoro, oggi anche i più garantisti si dovranno ricredere. Con un solo colpo di spugna,  il decreto di riduzione della spesa pubblica conosciuto come "spending review", il Governo Monti ha deciso di azzerare l’Osservatorio Nazionale per il Volontariato, l'Osservatorio per le Associazioni di promozione sociale, il Comitato per i minori stranieri, la Consulta per i problemi degli stranieri immigrati e delle loro famiglie, la Commissione di indagine sulla esclusione sociale. Gli ultimi brandelli rimasti di democrazia partecipativa faticosamente avviata nel nostro Paese sono stati immolati sull'altare della spending review. Motivazione: la solita stucchevole e ingannevole propaganda della necessità di risanamento del bilancio dello Stato e riduzione della spesa pubblica.

Non che, meglio ribadirlo, non condividiamo l'urgenza di tagliare spese superflue e costi inutili. Tuttavia, questa scelta del Governo ci pare tanto una versione camuffata dei tanto criticati "tagli lineari" di tremontiana memoria, ovvero di quella miope attitudine della politica di populisticamente semplificare operazioni complesse per compiacere l'opinione pubblica e continuare a proteggere gli interessi dei suoi committenti. La riduzione di costi conseguibile con l'abolizione di questi organi partecipativi, infatti, potrà al massimo assurgere a qualche centinaia di migliaia di Euro. Non sembra questa, di conseguenza, la vera ratio di un Governo "tecnico" al quale di certo non può sfuggire l'esiguità economica del provvedimento. Piuttosto, il tutto parrebbe rimandare ad una precisa volontà di cavalcare l'ondata rigorista oggi imperante per colpire al cuore quel poco conquistato dalla società civile in termini di partecipazione alle politiche sociali del Paese.

Da qui alla prima settimana di agosto, data di entrata in vigore del decreto, non resta che appellarsi alla opposizione parlamentare, agli emendamenti già presentati dal Forum Nazionale del Terzo Settore e, dio lo voglia, ad una reazione commisurata delle organizzazioni non governative e di società civile.