Sergio Marelli

Non governativo

Uno spot intelligente

11 Aprile Apr 2015 0614 11 aprile 2015
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Tra i moltissimi spot pubblicitari per la raccolta fondi lanciati dalle varie ONG e associazioni sui canali televisivi quello andato in onda ieri su LA7 promosso da Sole e Terre mi ha particolarmente colpito in maniera positiva.

Dopo che per  anni ho seguito con attenzione professionale, oltre che come destinatario,  i linguaggi, le immagini, i testimonial degli spot di raccolta fondi lo spot di Sole e Terre in concomitanza con le previsioni meteo mattutine di LA7 mi sembra degno di nota. Come molti avranno visto si tratta di un messaggio pubblicitario per ricevere donazioni via sms a favore dei bambini ucraini malati di cancro. Lo spot è essenzialmente un’immagine fissa non particolarmente “toccante”, che poco toglie all’attenzione rivolta alla voce calma e pacata del conduttore Paolo Sottocorona che illustrava i motivi e gli obiettivi della raccolta fondi.

Come noto a chi come me, occupandosi di agricoltura, ogni mattina alle ore 7,20 guarda le previsioni del tempo, sa bene come la breve trasmissione di Sottocorona si distingua dalle altre per la sua modalità di spiegazione che piuttosto che fornire deduzioni precostituite illustra l’andamento meteorologico spiegando in modo semplice ma scientificamente preciso le circostanze e i fenomeni che determinano il tempo dei giorni a venire, quasi come si trattasse di una lezione al vasto pubblico. Allo stesso modo, e con le medesime pacatezza e precisione, il conduttore di LA7 si è prodigato a fornire spiegazioni della situazione in Ucraina causa della necessità del progetto di Sole e Terre. Sono stati brevi minuti di una vera e propria azione di educazione allo sviluppo che, oltre che ovviamente di sollecitare l’invio di sms, ha consentito di comprendere e farsi un’idea di come stiano le cosa in quel Paese, di quali enormi problemi stia vivendo la sua popolazione e chiaramente dei dati relativi alla situazione particolare dei bambini malati di cancro.

Dopo aver contribuito alla elaborazione di diversi “codici di condotta” elaborati per porre dei limiti alla irrefrenabile corsa di molte associazioni  a passare messaggi  principalmente rivolti a “colpire” le emozioni del pubblico anche a costo, spesso, di passar sopra alla dignità delle persone e mancare di rispetto verso le vittime oggetto della raccolta, e contemporaneamente aver visto le innumerevoli volte che le raccomandazioni enunciate nei codici venissero ignorate, penso che quello di Sole e Terre possa essere un buon esempio che potrebbe, dovrebbe, fare scuola a molti.

Raccogliere quanti più soldi per una causa nobile è sempre più fondamentale per le associazioni, ma se pur con lo stesso obiettivo si usassero i media per informare, formare ed educare il grande pubblico la cooperazione farebbe un grande passo in avanti e, quel che più conta, le popolazioni dei Sud del mondo riceverebbero un efficace contributo al superamento dei molti problemi che ancora subiscono, spesso per causa nostra.