Alessandro Puglia

Parole di frontiera

Leonardo Sciascia, la Sicilia e il cinedocumentario

13 Gennaio Gen 2021 2148 13 gennaio 2021
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Nel momento in cui si ricorda Leonardo Sciascia nel centenario della sua nascita, c'è un aspetto poco esplorato dello scrittore siciliano che merita particolare attenzione. Il rapporto tra Sciascia e il cinedocumentario. A ricordarlo è un libro dello storico del cinema Sebastiano Gesù "Oltre lo sguardo la memoria" pubblicato nel 2015 da 40due Edizioni a Palermo che analizza i testi scritti proprio dall'autore per sei documentari che raccontano in presa realistica la Sicilia degli anni '60 e '70. I sei documentari sono Gela antica e nuova di Giuseppe Ferrara, 1964; Con il cuore fermo, Sicilia di Gianfranco Mingozzi, 1965; Radiografia della miseria di Piero Nelli, 1967; La grande sete di Massimo Mida, 1968; Terremoto in Sicilia di Michele Gandin, 1968; l'Italia vista dal cielo: Sicilia di Folco Quillici, 1970. Sciascia scrive questi testi come ricorda Sebastiano Gesù: «prima ancora che il cinema di finzione si interessasse alle sue opere», basti pensare a film di successo come Il Giorno della Civetta e il Consiglio d'Egitto. «Un intellettuale scomodo e implacabile - scrive Gesù - che costituisce un prezioso esempio di coerenza e di divorante passione civile, senza nulla togliere allo Sciascia autore di capolavori letterari, bensì arricchendolo».

Qui pubblichiamo dalla pagina Youtube dell'archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico Radiografia della miseria del regista Piero Nelli, con il commento di Leonardo Sciascia e la musica di Egisto Macchi. Un raro documento storico che dimostra come la Sicilia in quegli anni era isola di miseria e sottosviluppo e dove neanche la forte emigrazione riusciva a donare una condizione migliore a chi restava nell'isola. «I cani, i bambini, le donne, i vecchi. Uomini giovani ne restano pochissimi. Quasi tutti partono per qualsiasi posto nel mondo dove ci sia per loro da lavorare: Germania, Francia, Canada, Venezuela». È qui che vengono descritte le cause del grave disagio sociale e l'assenza dello Stato, in quello che potrebbe essere come ricorda lo stesso Sciascia un qualsiasi paese interno della Sicilia nell'anno 1967.