Dino Barbarossa

Proximity

Facciamo un passo insieme

12 Giugno Giu 2018 1921 12 giugno 2018
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Lo schema che stiamo vivendo ogni giorno, ormai da tanti giorni, è uno schema di contrapposizione, di schieramento, di segnalazione delle differenze di status, di accanimento, in qualche caso di cinismo.

Ci stiamo abituando a ragionare “per differenza”, il vicino è un nemico, il lontano quasi certamente un terrorista.

Nessuno pensa più al fatto che le diseguaglianze sociali sono il frutto delle scelte dei potenti sulla pelle degli “ultimi” e che molto vale il silenzio e il disinteresse per determinare queste scelte.

Stanno avanzando gli estremismi: ma la #Politica, quella vera, è frutto del dialogo e della mediazione, non è un braccio di ferro, soprattutto se per farlo si usano le persone più fragili...la storia insegna

Già, la storia: abbiamo perso la memoria e dimenticato da chi o da cosa sono nate le guerre e quante guerre ancora nascono oggi a causa delle stesse dinamiche: c’è qualcuno che vuole comandare su tutti, vuole arricchirsi rendendo povero tutto ciò che lo circonda.

I migranti: cosa c’è di diverso oggi rispetto al passato. Nulla, se non il fatto che sono cambiate le nazioni, le rotte, i traguardi, i sogni.

Ma qual è il motivo per cui una persona sceglie di andare via dalla sua casa, dalla sua comunità, dal suo paese, dai suoi affetti più cari. Soprattutto e prima di tutto occorre però chiedersi se può scegliere. Se è libero o schiavo, se ha qualche possibilità oppure è talmente povero che può rischiare la vita pur di avere un destino diverso dalla morte.

Tutti nasciamo uguali, perché dovremmo vivere da diversi.

Eppure questa è la dottrina dominante, ci si afferma per differenza.

Si parte dall’idea che esiste una vita degna di essere vissuta ed una vita altrettanto indegna, per cui va soffocata.

La logica che ha fatto pensare ad un’ideologia dei diritti, ha totalmente dimenticato che esistono i doveri, per cui i diritti sono diventati privilegi.

Questa ideologia ha certamente portato ad un avanzamento di alcuni diritti soggettivi, ma ha potenziato la cultura dello scarto, ha dettato un’agenda in cui sono evidenti le diseguaglianze sociali.

Questo è lo schema nel microcosmo, ma è altrettanto evidente a livello universale.

C’è qualcuno che pensa che la persona che mendica o dorme in strada o vende il suo corpo,… abbia davvero pari dignità e merita le stesse opportunità?

Davvero siamo convinti che a costoro basti la nostra elemosina o la nostra indifferenza? Conta per qualcuno la loro vita?

“Avanti il prossimo” non è uno slogan, è un modo di pensare e di agire che parte dal presupposto della pari dignità fra gli uomini, si fonda sul concetto per cui anche la persona apparentemente più insignificante è una risorsa

Facciamo un passo insieme, per vivere in un mondo più giusto.