Giuseppe Frangi

Ricchi e Poveri

A chi va il tempo delle donne e quello degli uomini

2 Ottobre Ott 2012 1024 02 ottobre 2012
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A volte un grafico (cliccando sopra si ingrandisce) rende con chiarezza quello che la vita fa sperimentare ogni giorno. In questo caso vediamo due linee, una per gli uomini e l’altra per le donne, che rappresentano l’uso del tempo degli uni e delle altre. Lo spazio sopra la linea orizzontale dell'ordinata indica che il tempo (altrui) consumato è maggiore del tempo (proprio) che si offre per attività di lavoro domestico. Sotto la linea invece la situazione rovesciata: le stagioni della vita in cui il tempo dedicato ai membri della famiglia è maggiore di quello che se ne riceve. Naturale quindi che nei primi anni di vita sia la linea della vita maschile che quella femminile si trovino nello spazio superiore. Ma una delle due scende con una rapidità imparagonabile rispetto all’altra, e appena passati i vent’anni le donne si trovano già nell’area bassa (quella in cui è molto più quello che si dà di quello che si riceve), mentre questa transizione per i maschi è spostata in là di ben 20 anni.

Ma c’è un’altra asimettria clamorosa: la linea blu non scende mai ai livelli su cui si assesta quella rosa. Il gap abituale tra tempo dato e tempo ricevuto per le donne registra un andamento fisso che sfiora le 30 ore settimanali (i numeri sull’ascissa indicano appunto le ore; mentre l’ordinata indica l’età); per gli uomini non si va mai oltre le dieci ore.

È evidente che in una stagione in cui le donne studiano, appena trovano spazio lavorano, spesso hanno una leadrship non solo organizzativa in famiglia, la fotografia che emerge da questo grafico indica qualcosa di profondamente anomalo. Avremmo potuto immaginarci una situazione così 40 anni fa non oggi.

Se poi vogliamo veder un positivo, è che davvero le donne proprio perché danno molto più di quello che ricevono sono in questo momento il vero traino a livello civile. Senza bisogno di proclami o di teorie, semplicemente in forza di realtà. La copertina di Vita di questo mese, a suo modo, documenta proprio questo.

(il grafico è stato realizzato da E. Zagheni e M. Zannella su dati Istat e pubblicato sul sito www.neodemos.it)