Fulco Pratesi

WWFulco

Doccia scozzese governativa

22 Ottobre Ott 2012 1030 22 ottobre 2012
  • ...

Il cosiddetto “decreto Catania”  - che poneva un freno, anche se non totale, al consumo di suolo che ogni giorno divora circa 75 ettari di un territorio gravato da una densità di 200 abitanti/kmq -  aveva confortato gli ambientalisti e gli agricoltori preoccupati per la perdita di paesaggi, suolo agricolo e biodiversità. La doccia fredda è però arrivata subito dopo con la lettura delle misure del recente Decreto di Legge sulle  Semplificazioni riguardanti l’edilizia e la tutela del paesaggio. Nel testo pubblicato si prevede, infatti,  che, per favorire la ripresa delle costruzioni,   le autorità competenti (come le Soprintendenze ai Beni architettonici e  paesaggistici e gli Enti Parco) dovranno  rilasciare un parere entro 45 giorni,  in mancanza del quale il silenzio non significherà  più, come oggi, diniego ma assenso a costruire anche in aree sottoposte a vincoli ambientali e paesistici. Questo in un Paese che già dispone di un esubero di abitazioni ed è nel contempo  disseminato di strutture in abbandono, inutilizzate od obsolete (capannoni, industrie, carceri, stazioni eccetera) sulle  quali sarebbe giusto intervenire - come propone il WWF con la sua campagna “Riutilizziamo l’Italia” - per reperire volumetrie da restaurare adibire ad abitazione, in aiuto all’edilizia in crisi ma senza occupare altro suolo . Le prospettive sono ancora più gravi considerando la forte carenza di funzionari nelle Soprintendenze e i tagli severi di fondi negli Enti dei Parchi Nazionali e delle altre aree protette delegati per legge a rilasciare nulla osta per  opere ricadenti nei loro confini. Si tratta di una minaccia, contro la quale nei precedenti Governi, le forze della cultura e le Associazioni ambientaliste si sono battute con vigore riuscendo a sventarle. E che oggi si sentono tradite da un Governo che aveva suscitato tante speranze in questo specifico campo.