Fulco Pratesi

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Per un'agricoltura diversa

8 Marzo Mar 2013 1634 08 marzo 2013
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Nel febbraio scorso, i cittadini europei, organizzati dalle associazioni ambientaliste, dal WWF a Greenpeace e altre, hanno ottenuto, inviando centinaia di migliaia di appelli ai singoli europarlamentari, un’ importante vittoria su un progetto di regolamento per la pesca nei mari europei più sostenibile e razionale. Ora la stessa pressione s’è messa in moto, da parte di 277 Associazioni ambientaliste, di agricoltura biologica e di consumatori, in vista della riforma 2014-2020 della Politica  Agricola Comune che il Parlamento europeo voterà in seduta plenaria il12 marzo. Le istanze presentate e sottoscritte, in Italia, da 14 Associazioni, tra cui WWF, LIPU, Legambiente, ProNatura, Federbio, AIAB, FAI, Italia Nostra, TCI, Slow Food, e altre legate alla natura e al cibo, chiedono un’agricoltura più pulita, sostenibile, sana e giusta.

Per più di cinquant’anni, l’UE ha incentivato e finanziato - si legge nel documento - pratiche agricole dannose che sterilizzano i suoli e inquinano le acque, l’aria e la salute, mentre le buone agricolture biologica e biodinamica sono sempre più  marginalizzate e penalizzate. Gli ambientalisti europei chiedono quindi che siano sostenute le pratiche agricole in difesa dell’ambiente e della biodiversità (il cosiddetto “greening”) nelle aziende anche inferiori ai 10 ettari; che si respingano i doppi pagamenti illegali proposti dalla Commissione Agricoltura che consentirebbero di pagare due volte gli agricoltori per la stessa attività; che si reintroduca l’obbligo di rispetto delle norme di tutela ambientale, benessere animale e salute pubblica per ricevere i finanziamenti comunitari, con la cosiddetta “condizionalità”. E infine che si sostengano  maggiormente l’agricoltura biologica e i sistemi agricoli di Alto Valore Naturale. Tutto questo per aiutare l’agricoltura comunitaria in forte crisi, oltre per il calo del reddito (in Italia del 25,3%), per  la perdita di suolo coltivabile e per un eccessivo uso di sostanze chimiche e di prelievi idrici (che raggiungono in Italia il 60% del totale).

Per chiedere al Parlamento europeo una vera riforma della PAC più amica dell’ambiente, firma sul sito http://it.farmingfornature.eu