1 Aprile Apr 2016 0900 2 years ago 1 Aprile Apr 2016 1300 2 years ago Milano

Il progetto Roddi: per giocare, curare, imparare

Italia Milano - piazza della Scala, 2
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Convegno nazionale su tecnologia e autismo

In occasione del 2 aprile, Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, l’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, insieme a l’abilità Onlus e l’Istituto Superiore Sant’Anna di Pisa, organizzano a MIlano, venerdì 1 aprile, il convegno Quale tecnologia per quale autismo? Il progetto Roddi: per giocare, curare, imparare.
Durante il convegno saranno presentati i risultati del progetto Roddi (New Robotic Platform for Rehabilitation of Children with Pervasive Developmental Disorders and Cognitive Impairments) una piattaforma robotica di gioco che è stata utilizzata per studiare in maniera multidisciplinare il problema della relazionalità dei bambini affetti da disturbi dello spettro autistico con deficit cognitivi di livello moderato o grave.

«È stata un’esperienza di co-progettazione di sviluppo di gioco molto innovativa sviluppata insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – Istituto di Biorobotica e l’associazione l’abilità Onlus di Milano»- dice la dottoressa Matilde Leonardi della Fondazione Irccs Istituto Neurologico Carlo Besta, coordinatrice della ricerca. «Grazie a Roddi, finanziato dal ministero della Salute, abbiamo analizzato l’interazione che hanno i bambini con disturbi dello spettro autistico nel contesto del gioco tradizionale e del gioco mediato da piattaforma robotica. Per l’analisi finale dei video abbiamo collaborato con l’Università Bicocca».

Il convegno prevede le relazioni degli esperti che sono stati coinvolti nel progetto e si svolgerà anche una tavola rotonda a cui partecipano tra gli altri Maria Luisa Scattoni (Istituto Superiore di Sanità), Franca Garzotto (Politecnico di Milano), Paola Golzi (Angsa Lombardia).
Inoltre saranno presenti al convegno l’assessore alle Politiche Sociali Pierfrancesco Majorino e il direttore del servizio Settore Servizi per Persone con Disabilità Salute Mentale e Domiciliarità del Comune di Milano, Isabella Menichini.

La piattaforma robotica di gioco Roddi è stata progettata in stretta sinergia con lo staff di pedagogisti ed educatori di l’abilità Onlus, associazione che si occupa di bambini con disabilità.
Dopo la fase di progettazione, la piattaforma di Roddi è stata installata allo Spazio Gioco di l’abilità Onlus, e alcuni dei bambini che frequentano settimanalmente il centro hanno partecipato alla ricerca.  

«È stato fondamentale, coinvolgere le famiglie e con l’associazione l’abilità onlus abbiamo trovato la giusta sinergia», sottolinea il dott. Paolo Meucci, ricercatore, specializzato in pedagogia che ha curato il progetto. «Nel corso della prima fase di progetto è stata sviluppata la piattaforma robotica Roddi. La seconda fase ha previsto il test e l’uso della piattaforma. Dei 19 bambini inizialmente arruolati 9 hanno terminato lo studio (8 maschi), di età compresa fra 6 e 10 anni, con diagnosi di autismo e disabilità intellettiva moderata o grave. Per ciascun bambino sono state realizzate due sessioni di gioco in interazione con un’educatrice. Nella prima sessione alla diade bambino-educatrice era richiesto di interagire utilizzando dei giochi tradizionali, mentre nella seconda sessione era richiesto l’utilizzo di Roddi. Nel corso del convegno del 1 aprile, saranno proposti degli spunti di riflessione alla luce dei risultati emersi e delle considerazioni che ne sono derivate».
Per i risultati raggiunti il progetto Roddi è stato premiato di recente  dalla Associazione Italiana Ricerca Autismo al loro primo convegno nazionale.

«Nel promuovere da anni il diritto al gioco, all’educazione, all’inclusione del bambino con disabilità, l’equipe di l’abilità ha voluto con Roddi continuare la ricerca e lo studio di metodi e tecniche che possano sempre più offrire nuovi occasioni di crescita al bambino con autismo», afferma Carlo Riva, direttore dell’associazione l’abilità Onlus. «Ideato e sperimentato dai nostri operatori, Roddi ci ha condotti in questi anni a ripensare bisogni e necessità del bambino con autismo, quali risposte offrire e soprattutto come la tecnologia possa aumentare i tempi di attenzione e concentrazione, favorire lo sviluppo della comunicazione ed essere stimolo alla relazione con l’altro. Roddi pertanto non è un progetto finito ma esortazione ad una ricerca continua su uomo e tecnologia».

In allegato il programma

Foto Getty Images