5 Maggio Mag 2017 0930 one year ago 6 Maggio Mag 2017 2000 one year ago Messina

Umanesimo concreto ovvero... della gestione attiva della complessità

Italia Messina - Località Torre Faro
https://focusadrianoolivetti.wordpress.com

Focus Adriano Olivetti IV edizione

È in programma venerdì 5 e sabato 6 maggio il IV Focus Adriano Olivetti che quest’anno esplora il rapporto tra umanesimo e gestione della complessità, mettendo insieme l’esperienza di imprenditori, di comunità, di economisti, di studiosi dell’esperienza olivettiana.
I Focus sono due giorni di incontri aperti al pubblico in cui studiosi, imprenditori (nel senso più ampio del termine) mettono insieme le loro esperienze nel solco di un pensiero olivettiano. È un momento in cui si crea quel “brodo di coltura” che favorisce lo scambio creativo.
Quest’anno a Messina alla Fondazione Horcynus Orca, ci saranno quattro tavoli: Confronto tra modello Olivetti e Toyota; Le filiere produttive (armonia tra persona, territorio, comunità); Il reshoring e la centralità della persona; Esempi di rinascimento siciliano.

Perché Adriano Olivetti è importante oggi? Era insofferente rispetto all’alternativa tra «eccesso di ordine» ed «eccesso di caos» a cui sembrava destinata la civiltà umana e pose al centro della sua attenzione quelle dinamiche complesse che avevano messo in crisi le democrazie negli anni 20’ per immaginare soluzioni positive.

I problemi oggi sono molto simili e la radice del problema, da un punto di vista olivettiano, è sempre la stessa: dissociazione tra etica e cultura; tra cultura e tecnica.

Per Olivetti le imprese erano un punto nodale e quindi la mancanza in esse di cultura e di etica originava l’insostenibilità ecologico-sociale dell’economia capitalista. Riconobbe nella sua «fabbrica», quelle che oggi definiremmo le dinamiche della «società della conoscenza» e le organizzava con valori umanistici in un modello a reti neurali (la «comunità concreta»), che informava la fabbrica metalmeccanica Olivetti sin dal dopoguerra.

Il modello olivettiano gestisce attivamente la complessità facendo leva sulla «conoscenza»: su come essa si determina, su come essa agisce in tutte le organizzazioni. Quindi non si tratta di “privatizzare” le istituzioni né di “socializzare” i mezzi di produzione, ma di «socializzare» sia le conoscenze che «le condizioni strutturali» che ne permettono il sorgere e la libera circolazione. E poi? Come gestire una conoscenza così concepita? Come conciliarla con l’organizzazione scientifica del lavoro? Tutto va posto in relazione a un valore «terzo» concreto, esplicito: la comunità. Una comunità “dialogica/dialogante” e non meramente procedurale.
La conoscenza per Adriano emerge in un brodo di coltura di sinergie orizzontali, che si fanno strada in esperienze condivise, imprevedibili a priori (cioè per via teorica/astratta). È tale radice filosofico-sapienziale che va oggi ricordata, come nuova possibilità nell’odierna società della rete.

Aziende o realtà che porteranno la loro esperienza: Toyota Material Handling, Fondazione di Comunità, Rete Economia Solidale, Coop Iris Bio, Grandi Molini italiani, Damiano Srl, Birrificio Messina, Coop La terra e il Cielo, Chimar spa, Azienda Al Cantara, Coop Cesame, Solidarity and Energy, La casa di Toti.

Interverranno tra gli altri: Prof. Edgar Morin, Prof. Stefano Zamagni, Prof. Vito Albino, Prof. Giorgio Prodi, Gaetano Giunta, Maurizio Mazzieri, Bruno Lamborghini, Prof. Gandolfo Dominici, Prof. Alberto Magnaghi, Prof. Marco Antonio Ruisi, Prof. Rosario Faraci.

In allegato il programma completo