20 Marzo Mar 2018 0900 7 months ago 20 Marzo Mar 2018 1230 7 months ago Milano

Migrazioni oggi: fenomenologia, immaginario, comunicazione

Italia Milano - via Carlo Bo, 7
www.fondazioneiulm.it/

Una riflessione partecipata con studiosi e rappresentanti di Africa, Asia, America Latina

Chi sono oggi i “migranti”? Da cosa emigrano e cosa cercano? Hanno ancora un senso, oggi, definizioni come Nord e Sud del mondo? Come si costruisce la comunicazione pubblica su questi temi? Il tema delle migrazioni è quanto mai attuale, in ogni continente, e impatta su più livelli: sociale, culturale, antropologico, filosofico, religioso, ma anche politico ed economico.

Fondazione Università Iulm e Università Iulm affrontano l’argomento coinvolgendo rappresentanti di Africa, Asia e America Latina nel convegno aperto al pubblico “Culture della mobilità e pratiche migratorie. Echi d'Africa, d'Asia, d'America”, in calendario martedì 20 marzo, dalle ore 9, in Sala dei 146 - Iulm Open Space, a Milano.

Accanto agli interventi del Rettore, prof. Mario Negri, del prof. Angelo Turco, Presidente della Fondazione Università Iulm, e dei docenti Massimo De Giuseppe e Stefano Rolando, partecipano al dibattito Sandra Alas, ambasciatrice in Italia della Repubblica di El Salvador, Silvia Núñez García, ricercatrice dell’Università Nazionale Autonoma del Messico, Supakwadee Amatayakul e Laye Camara, entrambi ricercatori e docenti dell’Università Iulm.

«Mai come in questa fase della sua vicenda millenaria il pianeta migrante appare scisso tra uno sguardo del Nord, agitato da paure, e uno sguardo del Sud, nutrito di aspettative» spiega Angelo Turco, organizzatore del convegno. «Affrontiamo i temi di questa divaricazione nella loro genesi, nel loro svolgimento, nelle loro conseguenze. Tutti parlano di migrazioni, ma quelli che ne parlano non sanno comunicare tra loro e, a Nord come a Sud, non sanno dialogare con i migranti, i veri protagonisti di questa storia: non una moltitudine indistinta, ma persone, milioni, in tutto il mondo. Una faccia inaggirabile del prisma della globalizzazione. Uomini e donne, vecchi, bambini che costruiscono le loro complesse geografie mobili ora fuggendo da situazioni insopportabili, ora incalzati da bisogni primari o da aspirazioni di benessere, ora affabulati, più spesso di quanto si sia disposti ad ammettere, dalle pulsioni di un potente immaginario. Quali che ne siano le forme e le motivazioni, il migrare è una costruzione sociale che avviene seguendo gli stili, le conoscenze, le rappresentazioni delle culture del migrante, a loro volta impegnate in un serrato confronto con le culture altrui».

In allegato il programma