25 Marzo Mar 2018 1000 6 months ago 25 Marzo Mar 2018 1300 6 months ago Roma

L'intreccio di presente e futuro nel racconto dell'adozione

Italia Roma - Largo Ascianghi, 5

In Italia 29.500 adolescenti stanno costruendo la propria identità facendo i conti con una storia di adozione

«Uno dei doni più grandi che i genitori possono fare ai propri figli è quello di non lasciarli soli nei percorsi di ricerca di contatto con le proprie radici. Di per sé la ricerca delle proprie origini non toglie nulla a nessuno, anzi è qualcosa che va ad arricchire la storia della famiglia. Abbiamo esplorato questo tema con un documentario, “Trame”, che raccoglie le voci di figli adottivi adulti con particolare attenzione alle risorse che mettono in campo per ricucire i frammenti delle loro identità e agevolare il loro processo di inclusione. Ci attendiamo così di valorizzare il loro patrimonio di conoscenze e di esperienze, stimolare una riflessione collettiva sul tema dell’intercultura nell'ambito delle adozioni, agevolare attraverso la dimensione interculturale la comprensione reciproca e portare all'attenzione dell'opinione pubblica i molti modi di essere italiani»: così Daniela Bertolusso di Amici di Don Bosco, presenta gli obiettivi del documentario che verrà proiettato domenica 25 Marzo a Roma nell’ambito dell’incontro “L’INTRECCIO DI PRESENTE E FUTURO NEL RACCONTO DELL’ADOZIONE” (ore 10-13, Auditorium - Spazio WE GIL, Largo Ascianghi, 5), organizzato da ARAI e Amici di Don Bosco.  I protagonisti raccontano la propria esperienza di adottati che hanno cercato di mettere insieme i tasselli della loro identità, complessa e “contesa” tra due appartenenze, ma non frammentata.

Sono 29.500 in Italia gli adolescenti e i giovani che stanno costruendo la propria identità di adulti facendo i conti con un passato in cui c’è stato l’abbandono e l’adozione: circa 20.000  sono i ragazzi fra i 12 e i 18 anni provenienti da adozioni internazionali e 9.500 quelli provenienti adozione nazionale. Costruire l’identità ha molto a che fare con la propria storia e per questo motivo l’adolescenza risulta una fase chiamato inevitabilmente a rileggere la propria storia di adozione. Genitori e operatori si interrogano: come tenere insieme a livello identitario la cultura di provenienza e quella italiana? Quale può essere il ruolo dei genitori adottivi nella definizione del processo identitario? Quali sono le parole per raccontare l’adozione e le separazioni vissute? Qual è il ruolo degli operatori e dei genitori? Quali sono gli strumenti per riuscire a dare voce ai ricordi e alle emozioni del bambino e dei genitori? Un’intervista a genitori e figli adottivi, condotta dal vivo, permetterà di aprire il dialogo su questo tema complesso.

Il seminario nasce con l'intento di riflettere sul percorso attraverso cui si costruisce l’identità dei ragazzi che sono stati adottati, partendo dalla loro voce: la voce dei giovani adulti e quella dei bambini, perché la costruzione di una narrazione adottiva attenta ai passaggi di vita deve partire fin dai primi passi nel mondo dell’adozione. Per questo durante l’incontro si darà la parola anche ai bambini, con l’anticipazione dell’e-book animato “Da bambino a bambino”, prodotto da ARAI: un ebook in cui l’adozione in Italia viene raccontata da bambini che l’hanno vissuta ai coetanei che stanno aspettando due genitori nuovi e “diversi”.

Per partecipare è necessaria la prenotazione, inviando un’e-mail all’indirizzo ufficiolazio@arai.piemonte.it oppure telefonando ai numeri: 335.6510330  -  335.7196911  -  06.51686883