Viva Bistrot

«Così ci siamo liberate dalla violenza dei nostri mariti»

20 Ottobre Ott 2017 1654 20 ottobre 2017
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Antonella, Raffaela e Maria tre donne, tre giovani mamme accomunate da un passato difficile e doloroso. «Abbiamo subito violenza da parte dei nostri mariti e compagni». Insieme hanno aperto un Bistrot. «Molto spesso le vittime sono donne che hanno dovuto abbandonare il proprio lavoro o che non sono mai state indipendenti economicamente, non hanno specializzazioni e quindi è anche difficile trovare un impiego. Noi ci siamo riuscite. Questa è la nostra rivincita»

La violenza ha tante facce. Nel senso fisico, pratico, del termine. Tante facce di donne che troppo spesso si nascondono. E a volte lo fanno proprio nelle mura delle case in cui vivono le stesse braccia, le stesse mani, le stesse gambe che le hanno picchiate, prese a calci, abusate. Fisicamente come verbalmente. Ma Antonella, Raffaella e Maria, tre giovani donne, tre giovani mamme, vittime di violenza da parte di “mariti e compagni” hanno cambiato le regole del gioco. Si sono incontrate all’Associazione Artemide e a Poggiomarino, Napoli, senza paura, hanno aperto un Bistrot, il VIVA Bistrot. Un’intervista corale. Una storia di speranza.

Raccontateci di voi
Siamo Antonella, Raffaela e Maria tre donne, tre giovani mamme accomunate da un passato difficile e doloroso. Siamo vittime di violenza da parte dei nostri mariti e compagni. Le nostre storie sebbene siano caratterizzate da episodi spiacevoli, hanno un risvolto sicuramente positivo. Oggi siamo qui a raccontare la nostra rinascita grazie al progetto del Viva Bistrot. Ci riteniamo delle donne fortunate perché ce l’abbiamo fatta, siamo riuscite a liberarci e a venirne fuori, anche se questo genere di esperienza richiede comunque un percorso lungo e travagliato da percorrere.

Come vi siete incontrate?
Non ci conoscevamo tra di noi e non c’eravamo mai viste prima ma tutte e tre abbiamo trovato nell'associazione Artemide un porto sicuro dove rifugiarci e chiedere aiuto. Nel comune di Poggiomarino presso la casa comunale, l’associazione gestisce uno sportello antiviolenza da ormai 5 anni, che opera in rete con le istituzioni locali e le forze dell’ordine. Qui abbiamo trovato delle professioniste che ci hanno supportato e sostenuto legalmente e psicologicamente e proprio da un’idea dell’Avv. Rosita Pepe, presidente di Artemide, nasce il progetto della Cooperativa Viola per fornire un aiuto concreto a donne come noi che hanno bisogno di lavoro e di reinserirsi nella società.

Quando e com’è nata l’idea del bistrot
La verità è che molto spesso le vittime di violenza sono donne che hanno dovuto abbandonare il proprio lavoro o che non sono mai state indipendenti economicamente, non hanno specializzazioni e quindi è anche difficile trovare un impiego. La cooperativa Viola nasce quindi proprio pensando a questo tipo di donne; è una cooperativa fatta da donne per le donne. L’Avv. Pepe ha chiamato intorno a sé in questo progetto varie professioniste del territorio come l’Avv. Grazia Acanfora, l’Ass. Maria Stefania Franco, la Prof.ssa Sabina Pepe, l’imprenditrice Teresa Guadagno e la presidente Antonella Cangianiello. Queste donne sono il motore e l’anima del VIVA Bistrot insieme agli chef, e alle altre professioniste che contemporaneamente formano le nostre tre donne e operano all’interno del locale offrendo qualità, ospitalità e servizio ai nostri clienti.

Avete scelto un nome forte. Com’è nato?
VIVA Bistrot è il nome scelto per questa nuova attività che coniuga insieme il concetto di donna con quello di spazio dedicato al cibo, alla degustazione ed a un modo piacevole e spensierato di trascorrere i vari momenti della giornata dalla colazione alla cena. VIVA perché in sé racchiude infiniti significati positivi: viva è il congiuntivo del verbo vivere, perché è l’aggettivo qualificativo fondamentale, VIVA perché esprime il concetto di “Sono Viva”, “Resto Viva”; perché “EVVIVA si mangia!”; perché se al dito medio aggiungi l’indice passi dalla SCONFITTA VIOLENTA alla VITTORIA NON VIOLENTA; perché la terra è VIVA e Madre, perché è un nome che apre, connette, accoglie ed è arrotondato come un ventre.

Che cos’è VIVA Bistrot?
VIVA Bistrot è un posto per essere ed affermarsi; uno spazio dedicato alle donne, alle madri, alle studentesse, alle lavoratrici che vogliono vivere questo luogo non solo come erogatore di servizi di ristorazione ma anche come luogo di ritrovo e di appuntamento di lavoro. Ma VIVA Bistrot è anche bottega; all’interno del locale infatti, è possibile trovare un angolo dedicato alla vendita diretta di prodotti di altissima qualità con un’attenzione particolare all’azienda di provenienza e alle tecniche di lavorazione. È possibile trovare prodotti ittici siciliani, pasta artigianale del nostro territorio, particolari vini prodotti su terreni confiscati e tante altre specialità adatte sia per piccoli regali che per le dispense più esigenti.

Cosa rappresenta anche per le altre donne?
​Un simbolo di speranza e di rinascita tutte. Un caso concreto di rivincita e di imprenditoria femminile.