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Quale disabilità?

Zeus! Così nasce un giornale straordinario

6 Luglio Lug 2016 1407 06 luglio 2016
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Un giornale come tutti gli altri. A riempirne le pagine gli utenti della cooperativa sociale il Cardo che si occupa di disabilità. Il bimestrale "Zeus! La tua rivista mutante" è nato nel 2005 ed oggi è presente in diversi punti vendita e distribuito per abbonamento. «I disabili a volte vengono educati per sembrare "normali"», dice Marco Milzani, direttore della rivista e della cooperativa. «Ma c'è molto di più rispetto a quell'idea stereotipata che abbiamo dei disabili. Troppo spesso non vengono ascoltati: è uno sbaglio. Loro mettono il lettore in un'altra prospettiva»

«Io sono Bruno. Bruno di nome. Bruno di cognome: Bruno. Yahoo. Yaha!», tratto da “Nonno Bruno e il suo compleanno indimenticabile”. Sceneggiatura di Michela. Questo è l’incipit del fotoromanzo del Bimestrale Zeus!, lo trovate nel numero 58. Numero 61, Danilo: «C’era un uomo che mangiava tante mele. Ettari ed ettari di mele e alla fine gli è venuta una pancia enorme e lui era poco contento. Gli è cresciuto un albero nella pancia: un albero di mele nostrane della Valtellina. Povero Cristo: gli è cresciuto un albero di mele nella pancia. E adesso cosa volete che faccia: quando le mele sono mature le tira giù e le mangia», tratto da “L’uomo che aveva una gran pancia enorme e gli era cresciuto un albero di mele”.

Zeus! La tua rivista mutante: «Il nome è venuto così, è nato un po’ per gioco», racconta a Vita.it Marco Milzani, direttore della rivista bimestrale fondata nel 2005. «Mutante, invece, l’abbiamo inserito perché i lettori capissero fin dal titolo che si trattava di una rivista che non si piega su se stessa. Ma è un prodotto sempre nuovo». Prima ancora di essere il direttore di Zeus!, Marco è il direttore della cooperativa sociale il Cardo, nata ad Edolo nel settembre del 1988, si occupa di disabilità ed educazione. «A lavorare con loro spesso ti accorgi che i disabili vengono educati per sembrare normali», ammette Milzanti.

È una cosa bella guardare gli altri. Lo sguardo degli occhi fa parte della nostra vita. Più guardi gli altri, più gli altri ti guardano. Lo sguardo fa parte del nostro corpo, del nostro essere. Ci suscita dei sentimenti a volte, non sempre. A volte si è più contenti, altre meno contenti, di questi sguardi. Gli sguardi suscitano interesse nell’altra persona. Preferisco gli sguardi gentili: bisogna essere contenti dello sguardo degli altri...

Michela Ivanov

«I nostri operatori, invece, hanno trovato negli utenti che arrivano alla cooperativa molto, molto di più di quell’aspetto stereotipato che il disabile ha agli occhi dei più». Zeus! È un giornale vero. «Non volevamo fare il “solito giornaletto delle associazioni” scritto da noi, e letto da noi. Ma una rivista come quelle che si vendono nelle librerie. Anche se è stata dura, all’inizio le pagine erano fotocopie spillate». Adesso invece viene pensato, scritto, impaginato, stampato e distribuito. «Abbiamo 350 persone abbonate al giornale, in Italia e all’estero». La rivista è nata dalla necessità di segnare il passaggio delle persone all’interno della cooperativa.

«”Che hai mangiato?”; “cosa hai fatto?”. Di solito sono queste le cose che in generale si chiedono ai disabili. E, anche se è triste dirlo, quasi mai ascoltiamo le cose che hanno da dire. Così abbiamo iniziato ad interrogarli su quello che guardavano alla televisione, su quello che sentivano, sulle cose del mondo di tutti i giorni, sulla politica, sulla religione. La verità è che su questi temi anche loro hanno la propria opinione, ovviamente molto spesso non è conforme con quello che di solito pensiamo e codifichiamo. Però sono emersi, poco alla volta, modalità e approcci diversi di pensare alle cose, di pensare alla vita. Racconti a tratti surreali che avevano ed hanno comunque una dignità e aprono al lettore una porta nuova, uno spazio interessante, un motivo di riflessione».

I giornalisti che scrivono i pezzi per la rivista hanno deficit intellettivi, qualcuno è autistico, qualcuno down. Per quelli che non riescono a parlare ci sono disegni, illustrazioni a pagina piena che – con tratti quasi sempre decisi – ne rimarcano l’idea, il dissenso, l’assenso. Come il numero 60 della rivista. Nessuna parola. Solo un alfabeto a matita. A come Autoritratto; B come Basta; F come Flamenco; E come Egitto; G come Guerra…

Nel giornale c’è l’oroscopo, lo scrive sempre Michela, 47 anni, la sceneggiatrice del “Il compleanno di nonno Bruno”. Poi gli opinionisti fissi. «I ragazzi, e i “meno ragazzi”, sono molto consapevoli di quello che stanno facendo. Capiscono che la cosa è diventata importante, soprattutto per gli opinionisti che tengono le rubriche: sanno che le persone si aspettano qualcosa da loro». Come il prossimo numero in uscita, il 64. Dove Salis si è lasciato ispirare dalla passerella di Christo e ne ha inventata una sua: “La passerella di Salis”.

Una «passerella sott’acqua, a piedi col cane, Passerella di vetro con tante luci sopra e sotto. forti. torce. grandi. non so chi è l’operaio ma io controllo e basta. Va tutto bene. Uno prende il biglietto (2 euro) e cammina nella passerella. Sott’acqua. Guardi i pesci. scarpe. due ruspe. suore morte. bottiglie. motori di barche. motori di macchine; è piano di roba. Non so quando è pronta. faccio sapere io a voi che fate un salto».

A luglio uscirà una web serie di tre puntate realizzata dopo la raccolta dei testi, selezionati in questi 11 anni di rivista; insieme alla versione cartacea Zeus! Ne ha anche una on-line, un blog. Qualche mese fa una ditta che si occupa di rifiuti la “Valle Camonica Servizi” gli ha commissionato un numero speciale “Guida mutante alla gestione dei rifiuti”. «È bravo l’ariete», si legge nell’oroscopo. «svuota tutte le carte e le mette nei cestoni della spazzatura». E mentre «i pesci non respirano e vorrebbero togliere tutta la plastica dal mare», invece: «Il cancro è un segno che ama il rischio e si azzarda a buttare i rifiuti nel posto sbagliato», si legge nell'oroscopo di Michela.

Zeus! Così nasce un giornale straordinario

Testi a cura di Anna Spena
Foto a cura di Cooperativa sociale il Cardo