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Comunità

Cagliari, il senso di appartenenza passa attraverso la cultura

10 Maggio Mag 2018 1500 10 maggio 2018
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Oltre 120mila firme registrate per la manifestazione Monumenti Aperti coordinata dall'associazione Imago Mundi. 6mila i volontari, per lo più studenti, che nella due giorni si sono trasformati in eccellenti guide per i visitatori. Una vera festa per tutti i cittadini che dura da 22 anni ed è in continua evoluzione

Francesco, che ha «sei anni e basta», come ci tiene a sottolineare ha spiegato con una precisione stupefacente la storia della chiesa di Santa Lucia nel quartiere Castello di Cagliari: «La Chiesa fa parte di un complesso monarchico che ci ha lasciato nel 1539 il viceré di Sardegna. Veramente ad essere precisi l’ha lasciato alle clarisse, le suore. Poi nell’800 è diventato dello Stato». Francesco, che frequenta la scuola primaria paritaria della fondazione Umberto e Margherita è uno dei seimila volontari, che quest’anno sono diventati le guide dei 78 siti che il 5 ed il 6 maggio sono stati aperti per l’iniziativa “Cagliari Monumenti Aperti”. Come Francesco anche Mattia, 10 anni, dell’istituto Comprensivo la Mormora di Monferrato, che ha raccontato della Basilica di Santa Croce «Qui ci pregavano gli ebrei. Era la sinagoga di Cagliari e quando nel 1492 gli Ebrei furono espulsi da tutti gli Stati della Corona di Spagna, la sinagoga fu sigillata e poi reimpostata come chiesa cattolica dedicata alla Santa Croce, di qui deriva questo nome».

La ventiduesima edizione di Cagliari Monumenti Aperti, la manifestazione di valorizzazione del patrimonio culturale organizzata dalla Onlus Imago Mundi in collaborazione e con il sostegno del Comune di Cagliari, si è dimostrata anche quest’anno un enorme successo. La manifestazione, che si è resa possibile anche grazie alla disponibilità di 60 proprietari, tra istituzioni pubbliche e private, è per la città una vera e propria festa. I siti sono stati organizzati in quattro percorsi monumentali e uno archivistico e arricchiti da 8 itinerari tematici.

I percorsi 
cominciano con un monumento simbolicamente rappresentativo: la Cittadella dei Musei, l’Orto Botanico, il Conservatorio di musica G.P. da Palestrina, il Cimitero di Bonaria, per diramarsi nelle maglie della città.

Hanno fatto da cornice in questa edizione 11 mostre e 34 interventi musicali del progetto Monumenti in Musica per arricchire le visite; accanto alle visite ai monumenti, rigorosamente gratuite come tutte le altre iniziative di Monumenti Aperti, una nutrita serie di attività per adulti e bambini: laboratori didattici, visite a mostre, conferenze, proiezioni, spettacoli teatrali e, come sempre, una particolare attenzione al mondo delle disabilità e della mediazione culturale.

Ma com’è nata questa festa cittadina che ormai da 22 anni tiene insieme la città? «Dal basso», dice Massimiliano Messina, vicepresidente di Imago Mundi Onlus. «Eravamo un gruppo di cinque giovani ragazzi. Avevamo poco più di vent’anni e ci sembrava che qui a Cagliari ci fosse un patrimonio grande, ma che rimaneva sempre celato, inespresso».

Così i cinque amici decisero di fondare l’associazione Ipogeo, e partirono con l’idea di aprire per un weekend all’anno, in accordo con il comune, quanti più monumenti potevano. «Noi di Ipogeo», continua Messina, «arrivavamo tutti da una formazione umanistica. Ma l’iniziativa poco alla volta ha iniziato ad allargarsi sia per numero di volontari coinvolti che di monumenti aperti e così il coordinamento è passato ad Imago Mundi, di cui oggi sono vicepresidente».

L’associazione Imago Mundi Onlus è entrata a far parte della rete pan-europea per il patrimonio culturale Europa Nostra nel 2017. Monumenti Aperti è inoltre candidata al Premio dell'Unione Europea per il Patrimonio Culturale - Europa Nostra Awards 2018 i cui esiti saranno annunciati dalla Commissione Europea il prossimo 15 maggio.

Pensate a Cagliari vivono circa 150mila persone: «150mila abitanti per cui Imago Mundi è diventata una vera festa per tutta la città», racconta a Vita.it Fabrizio Frongia, presidente dell’associazione. «L’affluenza dell’ultima edizione è stata così alta che possiamo affermare che il rapporto sia di uno ad uno. In linea di massima ogni cittadino ha visitato almeno uno dei monumenti aperti».

A Cagliari, questa città a Sud della Sardegna, dove sembra che il cielo ti cada quasi addosso ed è difficile distinguerne i confini con la terra e con il mare, nei quattro quartieri della città Stampace, Villanova, Castello e la Marina partono ben otto itinerari tematici che grazie a Monumenti Aperti ci guidano alla scoperta e alla riscoperta della città di Cagliari, al suo essere straordinaria stratificazione di epoche, culture, civiltà diverse. Diversità che rappresenta, appunto, il portato di storie mescolatesi nei secoli, ma anche e soprattutto, il principio sul quale costruire nuovi modi di abitare il nostro tempo. A partire da questo profondo convincimento, Monumenti Aperti sceglie di assumere una prospettiva che nella storia della Sardegna e della città di Cagliari riflette sull’identità come luogo di intersezioni e contaminazioni, dove il paesaggio, le architetture, le manifestazioni materiali e immateriali del sapere umano, le persone, specialmente, concorrono a rafforzare un senso di appartenenza che si apre all’idea di inclusione.

«Monumenti Aperti a tutti«, sottolinea il presidente dell’associazione Frongia, «è un’iniziativa nata ormai quindici anni fa in seno a Monumenti Aperti prefiggendosi l’obiettivo di facilitare l’accessibilità ai monumenti a coloro che si trovano in condizioni di svantaggio e disabilità temporanea o permanente. Tutto questo avviene grazie alla preziosa collaborazione di tante associazioni di volontariato insieme ad istituzioni ed enti pubblici e privati che con grande generosità concorrono alla realizzazione di questa importante esperienza che rende ogni anno più democratica la conoscenza del nostro patrimonio culturale».

Tenere insieme una manifestazione di questa portata è possibile solo se si coinvolge attivamente la comunità, i giovani nello specifico. «Ogni anno», continua Giuseppe Frongia, «a settembre facciamo una chiamata alle scuole: dalle elementari ai licei. I docenti decino se accettare o meno il nostro invito e quando lo accettano, in base al programma di storia delle varie classi, noi affidiamo loro un monumento. E nella due giorni della manifestazione gli studenti si trasformano in guide eccellenti!».

Ma Monumenti Aperti non si è fermata al comune di Cagliari; se infatti nel 2001 ci fu la prima edizione "allargata" alla quale, oltre al capoluogo, parteciparono ufficialmente anche Alghero, Capoterra e Sanluri, da allora a oggi sono 140 i comuni che almeno una volta hanno preso parte alla manifestazione.

Qui il patrono della città Sant. Efisio le persone lo chiamano per nome. «Cristiani, ortodossi, tutti lo invochiamo e lo preghiamo», dicono Giuseppina Faedda e Linetta Serri, entrambe socie di Imago Mundi. «Monumenti Aperti viene bene anche grazie a lui. Piangiamo quando parte il primo maggio e festeggino quando torna il quattro». Qui a Cagliari la comunità passa attraverso la cultura.

Il comitato scientifico
L’edizione 2018 è coordinata da Imago Mundi Onlus e coadiuvata da un qualificato Comitato Scientifico Promotore composto da: Consiglio Regionale della Sardegna, Regione Autonoma della Sardegna - Assessorati della Pubblica Istruzione, del Turismo, Città Metropolitana di Cagliari, Comune di Cagliari, MIBACT – Segretariato regionale per la Sardegna, Polo Museale della Sardegna, Soprintendenza ABAP Cagliari e Sassari, Soprintendenza Archivistica della Sardegna, Archivio di Stato di Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari, Biblioteca Universitaria, MIUR, Ufficio Scolastico Regionale per la Sardegna, Università degli Studi di Cagliari e Sassari, ANCI Sardegna e ANCI Giovani e il CTM.

Foto: 2,3,6,8,9,10,11 di Giuseppe Ungari