Mondo
Siria: Usa e Francia presenteranno due risoluzioni
Secondo il Washington Post chiederanno a Damasco di rendere conto del coinvolgimento in Libano e nell'attentato contro Hariri
di Redazione
Francia e Stati Uniti intendono presentare al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite due diverse risoluzioni sulla Siria, in preparazione all”’azione piu’ dura mai adottata dalla comunita’ internazionale contro Damasco”. Citando diverse fonti di ambienti diplomatici occidentali, il Washington Post, spiega che i testi introdotti al Palazzo di Vetro la prossima settimana, ”forse gia’ martedi”’, pochi giorni dopo la presentazione delle conclusioni dell’inchiesta commissionata dalle Nazioni Unite sull’assassinio di Rafik Hariri, chiederanno a Damasco di rendere conto del suo coinvolgimento in Libano e nell’attentato di San Valentino in cui e’ stato ucciso l’ex premier libanese insieme ad altre 19 persone. Il rapporto firmato dal magistrato tedesco Detlev Mehlis, a capo della commissione inquirente, sara’ accompagnato, proprio negli stessi giorni, dalle conclusioni dell’inviato in Libano del Palazzo di Vetro, Terje Roed-Larsen, che informera’ il Consiglio di sicurezza dello stato dell’attuazione della risoluzione 1559 in cui si chiede a Damasco di ritirare dal Libano i suoi militari e di smantellare le milizie che sponsorizza. ”E’ assai chiaro che i siriani sono rimasti senza amici”, ha spiegato una delle fonti interpellate dal quotidiano americano all’Onu, precisando che l’Egitto, dove Assad avrebbe ricevuto il mese scorso, in visita al Cairo, una doccia fredda da Hosny Mubarak, e Arabia saudita sono pronti a scaricare Damasco. Ma non ancora sembra esserlo l’Algeria, che e’ attualmente l’unico paese arabo al Consiglio di sicurezza. La Siria, non solo quindi l’Iran, e’ stata al centro dei colloqui che il segretario di Stato americano, Condoleeza Rice, ha avuto a Mosca, Parigi e Londra, capitali di Paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza, la scorsa settimana. E in una colazione a New York con il segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, richiesto da Rice. In discussione vi e’ anche la portata di eventuali azione punitive adottate nei confronti della Siria. Gli Stati Uniti ”stanno considerando l’ipotesi” di introdurre nei testi critiche per il sostegno al terrorismo in Iraq assicurato da Damasco che potrebbero essere utilizzate per introdurre misure restrittive. La Francia, e altri Paesi coinvolti nei negoziati, invece frenano, chiedendo che il testo delle due risoluzioni riguardi solamente il ruolo di Damasco in Libano, per evitare di raffreddare i Paesi arabi contrari alla presenza americana in Iraq.
”Abbiamo sostenuto la missione di Mehlis, e abbiamo cooperato con lui. Siamo del tutto sicuri nel dire che non abbiamo nulla a che vedere con Hariri…se (Mehlis) non dira’ la verita’, alcune persone si sentiranno autorizzate a puntare il dito qui, senza alcuna prova. Il Presidente Assad ha detto che se qualsiasi siriano e’ stato partecipe o e’ implicato da questo crimine ha commesso un reato di tradimento”, ha dichiarato l’ambasciatore siriano negli Stati Uniti, Imad Mustafa. ”Paesi importanti” del Consiglio di sicurezza hanno discusso l’ipotesi di estendere il mandato di Mehlis e della Commissione fino al 15 dicembre, una decisione che non richiederebbe il voto di una nuova risoluzione e che contribuirebbe a sostenere la magistratura libanese impegnata nelle indagini sull’assassinio Hariri.
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