Mondo

Afghanistan: italiani addestrano infermieri a Kabul

A tenere le lezioni del corso sono state due crocerossine del Comitato Provinciale di Torino, impegnate nel nucleo sanita' della Brigata Alpina ''Taurinense''

di Redazione

Si e’ concluso ieri a Kabul il primo di una serie di corsi che ha per scopo la formazione e la specializzazione di infermieri che dovranno operare negli ospedali della capitale afgana. L’iniziativa, fortemente voluta dall’Ambasciata d’Italia in stretta collaborazione con la Brigata Alpina ”Taurinense” che dal 20 luglio scorso costituisce l’ossatura portante della Kabul Multi-National Brigade (KMNB VIII), ha avuto la sua giornata conclusiva presso l’aula magna dell’Ospedale Universitario Ali’ Abad. A tenere le lezioni del corso, quantificato in 30 ore complessive per tre volte a settimana, sono state due crocerossine del Comitato Provinciale di Torino, impegnate nel nucleo sanita’ della Brigata Alpina ”Taurinense”, le quali hanno dato il via ad un vasto progetto volto a formare un numero complessivo di 176 persone, equamente divise tra uomini e donne, per un totale di cinque corsi. L’iniziativa costituisce il primo vero progetto che viene realizzato con regolarita’ e cadenza settimanale. In particolare, costituisce un esempio di quick-impact project, che consente di mettere a confronto due scuole di pensiero diverse: una, quella italiana, basata prevalentemente su precisi protocolli riconosciuti a livello internazionale ed un’altra, quella afgana, basata sull’esperienza diretta sul campo. A consegnare gli attestati di partecipazione ai corsisti, durante una festosa cerimonia, erano presenti il generale di brigata Claudio Graziano, comandante della Brigata Alpina ”Taurinense”, il Direttore dell’ospedale Ali’ Abad, e la dottoressa Chiara Ciminelli, in rappresentanza dell’ambasciatore italiano.

Nessuno ti regala niente, noi sì

Hai letto questo articolo liberamente, senza essere bloccato dopo le prime righe. Ti è piaciuto? L’hai trovato interessante e utile? Gli articoli online di VITA sono in larga parte accessibili gratuitamente. Ci teniamo sia così per sempre, perché l’informazione è un diritto di tutti. E possiamo farlo grazie al supporto di chi si abbona.