Volontariato
Bologna: famiglia rom cacciata sulla strada
Le 11 persone son state sfrattate dal terreno di loro proprietà, che a seguito di un abuso edilizio, era stato confiscato
di Redazione
Questa mattina la polizia municipale di Bologna si è presentata al campo rom di via Roveretolo per intimare a Sado Halivovic ed alla sua famiglia (11 persone di cui 4 minori) di lasciare il terreno di sua proprietà, che era stato confiscato a causa di un abuso edilizio.
L’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, diretta da don Oreste Benzi, non è riuscita a far valere le ragioni della famiglia: nonostante Sado non avesse ricevuto alcuna ratifica dello sgombero le autorità non hanno acconsentito alla richiesta di lasciare 24-48 di tempo per organizzarsi al trasloco.
La famiglia si è sistemata in un parcheggio, insieme a loro alcuni giovani di don Benzi si accamperanno in segno di solidarietà.
L’Associazione ha denunciato “la disumana inflessibilità con cui la famiglia è stata cacciata in strada”, smentendo qualsiasi volontarietà degli Halivovic nel lasciare il proprio campo, dato che “le alternative offerte dal comune (ospitlità in albergo o in comunità d’accoglienza delle donne e dei nipoti) è contro natura ed incomprensibile per un rom.”
Don Benzi si è detto indignato per l’arroganza e la prepotenza delle autorità nei confronti di “un povero, un debole verso il quale giustizia e comunità civile hanno saputo fare la voce grossa.”
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