Cooperazione & Relazioni internazionali

Capire l’adozione per saperla vivere

Nova promuove l’adozione dei bambini meno fortunati che vivono in ogni parte del mondo.

di Rosanna Schirer

Grazie ad alcune famiglie adottive impegnate nel mondo del volontariato con progetti dedicati alla solidarietà, nasce nel 1984, Nova (sigla di: Nuovi orizzonti per vivere l?adozione) l?associazione piemontese che promuove l?adozione dei bambini meno fortunati che vivono in ogni parte del mondo. Non a caso il gruppo, attivo sull?intero territorio italiano, con più o meno centotrenta volontari e che vanta sedi un po? ovunque, da Bologna a Pistoia e Salerno oltre a punti di riferimento a Bari, Ferrara, Firenze, Mantova, Roma e Trento, ha gestito dal momento della fondazione a oggi, ben 722 adozioni. Si tratta, in particolare, di bambini che vivono in difficoltà, in Paesi poveri come la Bolivia il Cile o la Colombia, tanto per citarne alcuni, ma anche in zone più ricche come, per esempio, la Georgia negli Stati Uniti d?America. Ed ecco che Nova, che ha competenze territoriali all?estero in Brasile, Messico, Colombia, Madagascar e Perù e mantiene contatti costanti nei Paesi stranieri con enti statali preposti all?adozione internazionale, assiste in tutto e per tutto la coppia in fase di adozione, anche perché ritiene il nucleo famigliare l?elemento fondamentale per la crescita di una persona. Si occupa dell?iter di preparazione dei documenti, della spedizione e della parte pratica e assiste le coppie che si recano nei paesi stranieri, in genere per un periodo che varia da uno a due mesi. L?associazione organizza per le coppie che hanno già in tasca l?idoneità rilasciata dal Tribunale dei minori competente (o in attesa), corsi di formazione preadottiva svolti dai responsabili del gruppo in collaborazione con esperti come psicologi, legali e medici a cui partecipano anche coppie che hanno già adottato. Particolare attenzione è dedicata pure ai coniugi che hanno superato i 43 anni d?età: per loro si organizzano infatti a Torino alcuni corsi specializzati mirati all?inserimento in famiglia di bimbi un po? più grandicelli; organizza inoltre corsi post adozione e sostegno individuale psicologico. Tra i compiti della struttura spiccano però tante altre attività: Nova infatti opera per prevenire l?abbandono con progetti di solidarietà e adozioni a distanza, offrendo aiuti economici dall?Italia a bimbi che non sono adottabili; promuove le adozioni tutelari di piccini ricoverati in istituto e favorisce la cultura interetnica di accoglienza e solidarietà. Non è finita: realizza borse di studio a favore di ragazzi che non hanno la possibilità di iniziare o proseguire gli studi, oltre a progetti di cooperazione: micro-progetti urgenti dedicati a famiglie in difficoltà, progetti di solidarietà e di cooperazione per migliorare le condizioni di vita delle persone nei singoli Paesi; inoltre raccoglie, seleziona e invia a mezzo containers propri o in appoggio ad altri organismi, medicine in grado di rispondere a emergenze urgenti, secondo le segnalazioni dei referenti locali. Va detto infine che in Italia il Nova opera in stretta collaborazione con i servizi Sociali e i Tribunali per i Minori e fa parte del coordinamento ?dalla parte dei bambini? (che si pone l?obiettivo di promuovere il diritto dei minori alla famiglia), del Centro Nazionale per il Volontariato di Lucca, del Comitato Antirazzismo a Torino e della Conferenza Provinciale Permanente del Volontariato a Bologna. Ogni tre mesi pubblica un notiziario dedicato ai soci e ai simpatizzanti mentre si autofinanzia grazie ai finanziamenti pubblici, alle quote associative e alle raccolte fondi che coinvolgono scuole, parrocchie accanto a gruppi di volontariato. Aiuto a distanza per il Sudamerica Tra i compiti della Nova occupa un posto di rilievo anche la realizzazione di alcuni progetti, svolti in collaborazione con associazioni locali e con organizzazioni internazionali, tra cui quelle che si dedicano alla cooperazione. Questi ultimi, che nascono da necessità locali, di primaria importanza, hanno lo scopo di trasformare e migliorare le condizioni di vita, rispettando allo stesso tempo l?individualità e l?autodeterminazione delle persone nei singoli Paesi di appartenenza e operano per lo sviluppo autonomo finalizzato all?autosufficienza e alla consapevolezza delle singole potenzialità e responsabilità. Nel 1998 l?associazione si è impegnata infatti in diversi progetti in Madagascar, uno in Perù, gestito dalle suore dell?Hongar ?San José? e uno in Brasile, nella ?Scuola di Vila Esperanca? a Goias. Così se ora a Cusco in Perù anche grazie all?associazione che offre beni alimentari e fondi, c?è un servizio mensa che dà da mangiare a quattrocento bambini, ogni giorno, tre sono i progetti realizzati a Antananarivo, in Madagascar, gestiti da Suor Luciana per i bimbi de ?La Carriere? e in Italia dalla responsabile di Nova Bologna. I titoli dicono tutto: si tratta di ?Una mucca per i bimbi di Antananarivo?, ?Matite per il Madagascar? e ?Riso e legna per il Madagascar?.


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