Mondo
Iraq: Realacci, mettere l’Onu in grado di agire
Con gli 800 mld di dollari di spese militari del 2003 si potrebbe sostenere l'intero sistema dell'Onu per almeno 65 anni
di Redazione
“L’Onu deve assumere un ruolo centrale nella gestione del dopoguerra iracheno e nella fase di passaggio dei poteri. Ma per svolgere una tale funzione di governo delle dispute e dei problemi globali, deve essere messa in condizione di farlo”. Ermete Realacci, deputato della Margherita, interviene nel dibattito sul ruolo dell’Onu in Iraq, e lo fa sottolineando come le Nazioni Unite “debbano essere fornite di strumenti adeguati ai compiti per i quali sempre piu’ spesso, e a ragione, vengono chiamate in causa. Penso – spiega Realacci – a una riorganizzazione strutturale: ha ragione il sindaco di Roma Veltroni quando sostiene la necessita’ di dare al suo interno piu’ peso alle ‘articolazioni rappresentative dei vari continenti’. Ma penso anche a mezzi economici. Con gli 800 mld di dollari di spese militari del 2003 si potrebbe sostenere l’intero sistema dell’Onu (i programmi, i fondi per lo sviluppo, le operazioni di peacekeeping) per almeno 65 anni”. Uno degli ostacoli, e non il minore, che l’Onu incontra spesso sulla sua strada e’ infatti la mancanza di fondi. Alla fine del 2001 gli arretrati sul bilancio ordinario assommavano a 240 mln dollari. Dei 11 stati membri, 54 (il 29% circa) non avevano trasferito all’Organizzazione la rispettiva quota per intero. Se poi consideriamo anche le missioni di peacekeeping, gli arretrati hanno toccato i 2.1 mld. Il 38% di questa cifra (690 mln ) e’ costituita dai contributi, mancati, degli Usa. “La premessa perche’ l’Onu risponda alle crescenti esigenze di intervento globale e’ – conclude Realacci – che gli tutti gli stati membri credano nel suo ruolo e lo sostengano”
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