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Crestani (Ciai): «Il futuro si costruisce insieme»

6 Maggio Mag 2015 1040 06 maggio 2015

Secondo la presidente del Centro Italiano aiuti all'infanzia, Paola Crestani, dall'assemblea generale di Cervia sono emersi i concetti di partecipazione e collaborazione come parole guida

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Crestani Ciai
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Secondo la presidente del Centro Italiano aiuti all'infanzia, Paola Crestani, dall'assemblea generale di Cervia sono emersi i concetti di partecipazione e collaborazione come parole guida

Partecipazione e collaborazione. Sono queste le parole faro emerse dall’assemblea Ciai. Un incontro che aveva al centro dei lavori il tema: "Il Ciai del futuro". Soddisfatta della due giorni di Cervia, nell'ultimo weekend di aprile, la presidente Paola Crestani. «Sono contenta» commenta pensando alle 400 persone presenti che hanno animato i lavori. Sono 1.500 i soci effettivi del Centro italiano aiuti all’infanzia, un’associazione che si avvia al mezzo secolo di vita (è stata fondata nel 1968) «i soci sono il pilastro fondamentale», osserva Crestani che declina la parola partecipazione proprio partendo da loro «ma è fondamentale anche quella di chi collabora con il Ciai, come quella dei bambini. Partecipare è possibile a tutti i livelli e in particolare nei progetti».

Come si declina invece collaborazione?
Il futuro si costruisce insieme. È stato bello sentire nel corso dei due giorni e mezzo di incontri come tutti fossero consapevoli del fatto che per andare avanti occorre fare rete, collaborare con gli altri in tutte le nostre attività sia nel campo delle adozioni sia in quello della cooperazione internazionale come pure nei servizi alle famiglie.

Quindi collaborazione sarà una delle parole guida?
La nostra intenzione è quella di collaborare con tutti gli attori, forti anche della nostra identità e dell’esperienza che abbiamo maturato in quasi cinquant’anni di storia e che possiamo mettere a disposizione collaborando con le istituzioni, le associazioni, le famiglie e gli enti. Quando c’è collaborazione si può fare tanto…

E per quanto riguarda il futuro della cooperazione internazionale?
Cercheremo di rafforzare le relazioni con i partner nei diversi Paesi dove operiamo, ma non dimentichiamoci che dobbiamo considerare protagonisti anche i donatori, coinvolgendoli fin dalla progettazione. Per noi questo deve essere il processo comune per costruire collaborazioni che vanno avanti. Per questo è importante valutare l’efficacia e l’impatto del nostro agire.

La terza parola da tenere è dunque valutazione?
È importantissimo poter valutare per esempio quale differenza si fa nella vita di un bambino, dei bambini coinvolti nei progetti. È insomma fare e verificare in tutte le attività.

Con l’assemblea di Cervia avete dato il via al "Ciai del futuro"?
Credo proprio di sì. Perché non bisogna avere paura di cambiare, occorre adeguarsi ai tempi e ampliare la nostra base sociale puntando alla partecipazione. E costruiamo su una solida base, sul Ciai presente che ha funzionato bene: basti pensare abbiamo aumentato del 20% le nostre attività.

Foto: Archivio Vita

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