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Elezioni 2022

Minori fuori famiglia: l’agenda di AiBi per il nuovo governo

27 Settembre Set 2022 1113 27 settembre 2022
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Dall'adozione alle comunità, dall'affido internazionale all'assegno unico ecco i temi più urgenti

Il governo che si formerà nei prossimi giorni, dovrà dare risposte alle tante sfide che le famiglie si trovano a dover affrontare. Non sembra ci possano essere alternative al fatto che sarà Giorgia Meloni a guidarlo. Quali sono i temi prioritari da inserire nell’agenda politica del nuovo governo? Qui l’analisi di AiBi.

Adozione Internazionale

Inutile girare intorno al problema: l’Adozione Internazionale sta attraversando il periodo più difficile di sempre. I numeri sono in calo da anni; le neglet list sono sempre più piene di bambini dichiarati adottabili quando ormai è troppo tardi; mancano dei referenti istituzionali per il tema delle adozioni nei vari Paesi; tempi di attesa e costi sono a livelli inaccettabili… Serve un pacchetto di riforme concrete per tornare a mettere al centro del discorso politico il diritto di tutti i bambini a essere figli. Gratuità dell’adozione; togliere ai Tribunali dei Minorenni la competenza dell’idoneità; promuovere una formazione congiunta enti autorizzati e servizi fin dalla presentazione della domanda; digitalizzare tutto il procedimento; riformare la CAI in un organismo più snello, efficiente, alle dipendenze del MAE e con una rappresentanza degli enti autorizzati; riprendere a fare la Kafala anche in Italia… sono solo alcuni dei cambiamenti che servono all’Adozione Internazionale per tornare a essere il più straordinario strumento di accoglienza per tutti i bambini abbandonati del mondo.

Accoglienza e cittadinanza

Strettamente legata al tema dell’adozione è anche l’urgenza di eliminare una volta per tutte quell’intoppo solamente burocratico che impedisce ai bambini adottati di acquisire immediatamente, con l’adozione, anche la cittadinanza italiana.

Adozione in pancia

Davanti all’emergenza della natalità, serve trovare strumenti alternativi per tutelare la maternità da ogni punto di vista, anche adottando pratiche in altri Paesi già in essere come “l’adozione in pancia”.

Affido

Se di Adozione Internazionale la politica parla poco, sull’affido tace del tutto. Invece, c’è un assoluto bisogno di occuparsi di uno strumento fondamentale per assicurare a tutti i bambini il pieno diritto allo sviluppo, alla propria famiglia di origine o alla protezione alternativa di un’altra famiglia. Per questo, l’affido familiare dovrebbe essere prioritario rispetto all’affidamento ai servizi, con l’introduzione anche di un sistema per monitorare i minori fuori famiglia e arrivare a dichiarare giuridicamente come un abuso l’assenza prolungata di famiglia. Nello stesso tempo serve colmare il vuoto legislativo relativo all’affido internazionale, smettendo di occuparsi della questione solo di fronte a guerre ed emergenze.

Denatalità

Non si scopre nulla di nuovo: da ormai troppi anni la natalità è in calo e quasi nulla si è fatto per cercare di invertire la tendenza. Se l’Adozione è stata quasi del tutto assente nei programmi elettorali dei partiti, quasi tutte le forze politiche hanno affrontato il tema della lotta alla denatalità. Ora è il momento di fare sul serio, a partire dall’introduzione di quel quoziente familiare che, dopo il meritorio Assegno Unico, può iniziare a dare un segnale importante sul fatto che il futuro delle famiglie sia una vera priorità delle politica.

Maternità surrogata

Anche di maternità surrogata e utero in affitto si è parlato molto prima delle elezioni, tanto da far sorgere la domanda se fosse lecito o meno fare di un argomento così delicato uno strumento di campagna elettorale. Quale che sia la risposta a questa prima domanda, ora è il momento di agire concretamente per abolire definitivamente la pratica dell’utero in affitto.

Comunità e case-famiglia

Altra emergenza sociale degli ultimi anni è l’aumento delle richieste di inserimento in comunità e in case-famiglia. Serve dare nuove risposte a un settore che si regge sulle forze delle Associazioni e sul lavoro, sottopagato e poco considerato, degli educatori, sia con riforme e iniziative concrete, sia lavorando per cambiare la percezione culturale attinente all’accoglienza e al lavoro educativo.

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