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Una due-giorni per ascoltare l'autismo da chi lo vive

6 Ottobre Ott 2022 1142 06 ottobre 2022

L'8 e il 9 di ottobre si terrà, presso la Sapienza di Roma, la quinta edizione di Autcamp, evento organizzato da persone neurodivergenti, che vuole offrire una narrazione dell'autismo e della neuroatipicità che vada al di là dello sguardo medico

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Annie Spratt 6Mg Yrkx G3o M Unsplash
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L'8 e il 9 di ottobre si terrà, presso la Sapienza di Roma, la quinta edizione di Autcamp, evento organizzato da persone neurodivergenti, che vuole offrire una narrazione dell'autismo e della neuroatipicità che vada al di là dello sguardo medico

Creare dei ponti tra neurotipici e neuroatipici, tra chi è in grado di esprimere quello che sente dentro e chi ha più difficoltà a farlo, per cercare di arrivare a un obiettivo comune, il riconoscimento delle necessità delle persone neurodivergenti. È questo uno degli scopi di AUTcamp, evento arrivato alla quinta edizione e promosso da Neuropeculiar – Movimento per la biodiversità neurologica, dal Gruppo Asperger Lazio Odv e dalla facoltà di Medicina e psicologia dell’università La Sapienza di Roma, che si terrà l’8 e il 9 ottobre al dipartimento di Scienze dell’antichità della Sapienza. Saranno due giorni ricchi di incontri, suggestioni e contributi di autistici, genitori, terapeuti, associazioni e studiosi.

“Vorremmo riuscire a emancipare l’autismo dallo sguardo medico”, dice Fabrizio Acanfora, presidente di Neuropeculiar. “Non parleremo di terapie, nonostante la presenza di specialisti. Vorremmo favorire scambi di pensiero, cercando di parlare del paradigma della neurodiversità in maniera corretta e costruttiva”.

Il problema non è legato al fatto che il discorso medico non vada bene, quanto piuttosto al fatto che non deve essere l’unico modo in cui si parla di spettro autistico: c’è bisogno anche di una narrazione partecipativa, che dia uno sguardo socioculturale e che comprenda tutti coloro che possono dare un proprio contributo, da chi è neurodivergente a chi non lo è, dai familiari e i caregiver fino ai terapeuti.

Tante le realtà che hanno partecipato a vario titolo all’organizzazione dei due giorni di conferenza – anzi, di non conferenza, come preferiscono definirla i promotori –, a cui è stato concesso il patrocinio dall’assessorato alle Politiche sociali e alla salute di Roma, presieduto da Barbara Funari, dalla casa editrice Luiss University Press a Specialisterne (organizzazione che si occupa dell’inserimento lavorativo delle persone autistiche, di cui abbiamo già parlato in un articolo su Vita), passando per il laboratorio di neuroscienze sociali e cognitive AgliotiLAB. L’evento rientra, inoltre, nella Terza missione dell’università, in un progetto dal titolo “Ascoltare la comunità autistica per migliorare la conoscenza sull’autismo, l’accessibilità degli studenti autistici all’università e la ricerca scientifica sull’autismo”.

Le tematiche che verranno trattate durante la manifestazione saranno molte e variegate, in un’ottica di “convivenza delle differenze”, secondo la definizione coniata da Acanfora, e spazieranno dal ruolo dell’associazionismo alla ricerca neuropsicologica, senza dimenticare la voce dei genitori. “I familiari sono una presenza importante”, spiega il presidente, “perché spesso sono coloro che aiutano le persone autistiche che hanno più difficoltà a parlare a farsi sentire”. Tra i partecipanti, anche Cristiana Mazzoni, presidente del Forum italiano diritti autismo (Fida) e madre di due ragazzi nello spettro, di cui uno a maggior carico assistenziale, che parlerà del Progetto di Vita, un progetto individuale predisposto dal Comune di residenza per le persone disabili, introdotto nel 2000 per coordinare in maniera mirata tutti gli interventi di inclusione, in modo da rispondere in maniera complessiva ai bisogni dell’interessato. Nel corso dell’evento, inoltre, sarà presentato anche Tipi umani particolarmente strani, un almanacco curato dall’esperto di disability studies Enrico Valtellina ed edito da Lem che raccoglie esperienze e prospettive di persone neurodivergenti, in un testo polifonico in cui ogni voce trova spazio e accoglienza. “Si tratta di un libro diverso da qualsiasi altro libro sull’autismo”, commenta Acanfora. “Ognuno ha scritto di qualcosa di personale, ci sono anche brani che non c’entrano nulla con l’autismo ma riguardano il modo d’essere dell’autore. Si è scelto anche di fare pochissimo lavoro di editing, sono stati corretti solamente i refusi, in modo da mantenere la pluralità e la diversità delle testimonianze”. Autcamp, evento unico nel suo genere, ha risvegliato l’interesse di molti: per questo i posti in presenza sono andati esauriti già dal secondo giorno dopo l’apertura delle iscrizioni e la lista d’attesa è al completo. Le conferenze, tuttavia, si potranno seguire anche in diretta streaming dalla pagina Facebook di Neuropeculiar.

La foto in apertura è di Annie Spratt per Unsplash

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