Ciro Corona
Scampia

Ciro Corona: «Ecco perché restituisco la medaglia di Cavaliere della Repubblica»

14 Novembre Nov 2022 1159 14 novembre 2022
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Il presidente dell’associazione (R)esistenza Anticamorra vuole restituire l’onorificenza di cavaliere della repubblica perché l’Officina delle Culture Gelsomina Verde, sede dell’associazione e presidio sociale di tutto il quartiere, dal 2018 non ha un contratto d'affitto o di comodato d'uso gratuito. «Il mancato rinnovo del contratto della struttura, che limita tantissimo le nostre possibilità di operare, non è un problema tecnico ma politico. Non vogliamo più essere costretti a vivere nell'illegalità», dice Corona. «A Scampia le Istituzioni ci stanno togliendo la Speranza e non c'è onorificenza che tenga senza la presenza delle Istituzioni»

Ciro Corona, nel dicembre 2020, aveva ricevuto dal Presidente Sergio Mattarella la medaglia di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per “il suo quotidiano e instancabile impegno nella promozione della legalità e nel contrasto al degrado sociale e culturale”. Abbiamo raccontato la sua storia qui "Le vite degli altri. Resistere a Scampia”. Ma oggi quella onorificenza ha deciso di restituirla. «A Scampia», dice Corona, «le Istituzioni ci stanno togliendo la Speranza. Non c'è onorificenza che tenga senza la presenza delle Istituzioni».

Facciamo un passo indietro. Ciro Corona è presidente di (R)esistenza Anticamorra, l’associazione è nata ufficialmente il 21 marzo del 2008, giornata nazionale della legalità e anno della "tregua" della faida di Scampia. «Abbiamo sempre cercato», racconta Corona, «di dare modelli educativi sani e punti di riferimento alternativi a ragazzi che crescono mitizzando i boss di quartiere e che non hanno scambi culturali e confronti estranei al ghetto». La sede dell’associazione è l’Officina delle Culture Gelsomina Verde, dedicata e intitolata a Gelsomina, una vittima innocente di camorra della faida del 2004.

«Quando siamo arrivati», ricorda Corona, «abbiamo raccolto 45 bidoni di siringhe e riempito 12 camion della spazzatura. Abbiamo spalato fango, vomito, escrementi. Abbiamo trasformato un ricovero per tossicodipendenti in un centro polifunzionale con 9 realtà e 14 tipologie di servizi offerti, senza soldi pubblici, passando per una bonifica di due anni supportata da 250 volontari provenienti da tutta Italia e una ristrutturazione dello stabile (2000 mq) con l’aiuto di Fondazioni. Attualmente nell’Officina delle Culture Gelsomina Verde transitano 400 persone al giorno e 140 detenuti all’anno che stanno qui in alternativa al carcere. Tra le realtà che animano la struttura ed il quartiere ci sono anche 2 palestre per le mamme e i ragazzi del quartiere e attualmente due comunità alloggio che oggi ospitano 35 rifugiati Ucraini. C'è anche un centro antiviolenza accreditato e patrocinato dal Comune di Napoli,un centro multimediale finanziato da Amazon e una biblioteca finanziata da SIAE».

Da quattro anni la struttura sede dell’associazione però è "abusiva" perchè non le viene rinnovato il contratto: «Siamo aperti», dice Corona, «ma alla struttura non possono accedere nè minori e nè volonatri perché le assicurazioni sono scadute e non possiamo partecipare ai bandi. Non vogliamo più essere costretti a vivere in modo quotidiano nell'illegalità. Per un centro polifunzionale, ex piazza di spaccio, oggi presidio di antimafia sociale è un paradosso che violenta l'anima e la motivazione di chi lo vive. E la cosa incredibile è che il contratto oggi non viene rinnovato non per un problema tecnico, ma politico. Quattro anni fa l’immobile è stato dato alla società Asia Azienda Speciale per l'igiene ambientale. L'azienda non utilizzava la struttura, avrebbe potuto cambiare il suo statuto per lasciarcela in comodato d’uso gratuito. Ma non l’ha fatto». Ciro Corona a gennaio dello scoro anno ha fatto per diversi giorni uno sciopero della fame, lo abbiamo raccontato qui: Ciro Corona: Inizio lo sciopero della fame per difendere la mia Scampia.

«Dopo lo sciopero della fame che ho portato avanti», continua Corona, «si è avviato un percorso condiviso tra AsìA, (R)esistenza (che rappresentava 8 delle 9 realtà riunitesi in ATS) e il Direttore Generale del Comune. Dopo mesi di riunioni e vari tavoli tecnici si era arriva ad un accordo e ad una bozza di contratto ma il tutto si è bloccato per le polemiche di un’associazione partitica del PD, legata alla maggioranza della Giunta Comunale che pure aveva sede nella struttura. Dalle proteste dell’associazione di partito, il Direttore Generale del Comune di Napoli ha interrotto ogni tipo di dialogo e confronto con l’ATS. Ad oggi, con bozza di contratto condivisa, manca solo la firma del contratto, passo necessario perché si possano avviare i finanziamenti da parte delle Fondazioni e poter permettere ai nostri adolescenti di ritornare a fare attività all’interno della struttura. La cronaca ci consegna ogni giorno la notizia dei minori utilizzati dalla camorra nello spaccio e nel controllo delle piazze di spaccio, molti di quei minori frequentavano l’Officina delle Culture Gelsomina Verde, erano ritornati a scuola e seguivano percorsi di inserimento sociale, professionale e lavorativo. Anni e anni di lavoro buttati al vento da mancati accordi tra partiti, dalla volontà di tenere sotto controllo gli equilibri dei partiti e non dei territori. Non posso più tenere l’onorificenza, che non va data alle persone, ma a tutto il quartiere. Per questo domani invierò una lettera al Presidente Mattarella.

"Stimato Presidente", si legge nella letterea, " l’onorificenza più alta che potessi ricevere, quella più bella, voluta dalla massima Istituzione Italiana non può essere in contrasto con quanto poi si vive sui territori. L’onorificenza avrebbe dovuto facilitare il dialogo istituzionale, fortificare la sinergia con le Istituzioni, anche politiche, rafforzare un lavoro che se svolto da soli è meno efficiente ed efficace. Converrà con me che non ha senso lottare da 4 anni non più contro la camorra, non più a favore dei deboli ma contro i patiti che mascherati da Istituzione provano a strumentalizzare il lavoro meritorio svolto nella struttura. A Scampia la camorra è stata contrastata, quel vuoto che si è creato oggi provano ad occuparlo i partiti, avviando crociate contro i dissidenti, contro chi non sostiene le loro idee, la loro propaganda e l’Officina delle Culture oggi è un baluardo da delegittimare, depotenziare, annientare, perché non sia da esempio per le altre realtà. L’Amministrazione Comunale sembra, a tratti ostaggio di questa dittatura dei partiti e assente sui territori. Sig. Presidente, Le chiedo un ulteriore segnale, un colloquio, una visita al quartiere, Le chiedo di riportare lo Stato sul quartiere, strappandolo alle logiche strumentali dei partiti. Nessuna guerra, nessuna presa di posizione, un riconoscimento al lavoro svolto in questi anni dalle 120 associazioni che una ad una stanno mollando la presa perché contrastate o’ abbandonate. Qualora ciò non le fosse possibile, ci sarà tutta la nostra comprensione e l’incondizionata stima e fiducia verso le Istituzioni ma personalmente getterò la spugna, mi ritirerò in campagna, Le spedirò le medaglie e l’onorificenza e assisteremo insieme al crollo di quanto costruito in questi anni, con un salto indietro di un ventennio".

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