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Salute

Un "dentista per amico" per i minori delle strutture protette

18 Novembre Nov 2022 0930 18 novembre 2022
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“Un Dentista per Amico” è il progetto promosso dall’associazione Arkè per garantire cure dentali gratuite ai minori accolti nelle comunità protette in condizioni di disagio economico e sociale. Con i loro dentisti volontari, sono presenti in 11 regioni italiane per offrire a bambini e ragazze l’importante servizio

“Un Dentista per Amico” è nato dall’incontro di una possibilità ed un bisogno. «Il bisogno era quello di un bambino con la bocca devasta che viveva in una comunità. Era molto a disagio, non voleva più uscire, andare a scuola, incontrare gli amici. Allora, ho chiesto a mio marito dentista se poteva curarlo gratuitamente, se poteva aiutarlo. E così, piano piano il servizio di cura dentale si è esteso anche agli altri minori accolti nelle comunità e nelle strutture protette con l’obiettivo di soddisfare questo bisogno di bambini e ragazzi in situazioni di disagio economico e sociale». Alessandra Crovetto è la presidente dell’associazione Arkè, che da ventidue anni è impegnata a regalare ai bambini e ai ragazzi in difficoltà un sorriso migliore, un percorso di vita migliore. Perché attraverso «le cure dentali il minore è nel mondo, gli viene trasmesso il concetto della cura, della gratuità, della salute. I denti sono anche comunicazione, socialità, inclusione».

Per questo, l’associazione Arkè ha iniziato a muovere i suoi primi passi a Genova, in Liguria, coinvolgendo comunità per minori e dentisti disponibili a prendere in carico i ragazzi delle strutture provenienti da famiglie con disagi o difficoltà economiche. Per circa otto anni» racconta Crovetto «ci siamo attivati in modo spontaneo, poi abbiamo pensato di costituirci associazione per poter migliorare e potenziare questo servizio gratuito. Anche perché nel frattempo molti dei minori che stavamo curando sono stati spostati in altre regioni: alcuni perché allontanati, altri perché avvicinati alle loro famiglie. Abbiamo deciso di coprire il loro bisogno di cura anche in altre località e questo ci ha spinti ad ampliare la nostra azione ed a coinvolgere altri dentisti».

Il cammino di Arkè, dunque, è ben sintetizzato nei numeri e nelle bocche curate. «Nella nostra associazione ci sono quasi duemila dentisti che curano o hanno curato gratuitamente 11.500 minori in 11 regioni italiane. In alcune abbiamo una presenza più capillare, in altre meno ma operiamo per instaurare contatti con i dentisti che si mettono a disposizione e gli educatori delle comunità per minori» aggiunge Crovetto. «In pratica, ogni dentista volontario viene assegnato ad una struttura protetta, in modo da potersi prendere carico dei bambini e dei ragazzi di quella comunità. Parliamo di comunità educative, centri socio-educativi, centri territoriali. Ai minori vengono offerte le cure conservative, che garantiscono la salute della bocca, come otturazioni, devitalizzazioni».

L’espansione dalla Liguria alle altre regioni, quindi, nasce dal bisogno intercettato di favorire l'accesso alle cure dentali gratuite per le fasce deboli. Come nel caso della Puglia, dove il progetto “Un Dentista per Amico” è partito di recente con il sostegno dell’assessorato al Welfare della Regione. «Sussiste nel nostro territorio la presenza massiccia di minori allontanati da contesti familiari a rischio e collocati in comunità educative residenziali ovvero in regime di affidamento familiare» evidenzia Rosa Barone, assessora regionale al Welfare «e spesso le cure odontoiatriche dei bambini e ragazzi rappresentano per le famiglie oneri insostenibili a fronte di una scarsa capacità di reddito, situazione ancora più drammatica per i minori privi di un contesto familiare di riferimento». Di qui, l’intervento dell’associazione Arkè che può fare già affidamento su «quasi 60 dentisti aderenti che hanno effettuato circa 200mila euro di prestazioni gratuite a 500 minori curati delle 38 comunità che al momento abbiamo intercettato, ma contiamo di aumentare il numero di strutture e di conseguenza dei bambini da aiutare» conclude Crovetto.

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