Governo

Meloni scommette sul futuro del Paese senza i giovani

23 Novembre Nov 2022 1509 23 novembre 2022

Nessun accenno da parte del presidente del consiglio a tre nodi cruciali per la formazione delle nuove generazioni: dispersione scolastica, Neet e servizio civile. Sorprendente e deludente per un ex ministro della Gioventù

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Meloni Cdm
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Nessun accenno da parte del presidente del consiglio a tre nodi cruciali per la formazione delle nuove generazioni: dispersione scolastica, Neet e servizio civile. Sorprendente e deludente per un ex ministro della Gioventù

«Sono molto soddisfatta, non è un lavoro ragionieristico, c'è una visione politica, è una manovra che scommette sul futuro del Paese». Chissà come sono suonate ieri queste parole del presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella testa di Anna. Anna è un nome di fantasia, ma potrebbe essere tanti di noi o delle nostre figlie (a seconda dell’età del lettore).

  • Poniamo che Anna abbia 18/20 anni e sia o sia stata una dei 100mila ragazzi che ogni anno abbandona gli studi (un fenomeno devastante e silenzioso a cui abbiamo dedicato recentemente un numero del magazine).
  • Poniamo anche che oggi Anna sia catalogata come una Neet, una giovane che nè studia, nè è inserita in percorsi di formazione. In Italia ce ne sono 3 milioni, un dato in continuo aumento ormai divenuto record in Europa.
  • Poniamo poi che la nostra Anna abbia provato a fare un anno di servizio civile perché mettersi a disposizione gli altri fa bene, perché l'impegno civile aiuta ad accrescere le cosiddette soft skills che le aziende affermano di apprezzare sempre di più e perché comunque di questi tempi il rimborso mensile di 440 euro non è da buttare. Poniamo che malgrado abbia tutti i requisiti la sua domanda è stata rigettata per mancanza di fondi. Una grande delusione, ma non una grande sorpresa visto che negli ultimi 20 anni è successo a quasi il 70% dei giovani fra i 18 e i 28 anni che avrebbero voluto passare un anno della loro vita al servizio degli altri.

Probabilmente la giovane Anna neanche sa che quella licenziata ieri dal consiglio dei ministri è stata la prima legge di Bilancio del primo ministro donna della storia della Nazione, nonché ex ministro della Gioventù. Forse ne sarebbe accorta se solo - nella sua lunga conferenza stampa o magari anche solo con un tweet o un reels sui social - Giorgia Meloni avesse accennato al disastro degli studenti che lasciano la scuola, piuttosto che alla continua crescita del numero dei Neet o al peccato capitale di rispondere di no a un giovane che desideri fare il servizio civile. Non lo sapremo mai, ma siamo pronti a scommettere che se la giovane Anna abitasse in Lombardia o in Lazio a febbraio in vista delle elezioni regionali starà sotto le coperte piuttosto che andare a votare per una politica che non si cura di lei. Pan per focaccia.

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