Servizio civile

Corpi Civili di Pace, pubblicati i progetti approvati

24 Novembre Nov 2022 0915 24 novembre 2022

Sono online sul sito del Dipartimento per le politiche giovanili, gli elenchi dei progetti approvati per i Corpi Civili Di Pace (CCP)

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Corpi Civili Di Pace
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Sono online sul sito del Dipartimento per le politiche giovanili, gli elenchi dei progetti approvati per i Corpi Civili Di Pace (CCP)

I Corpi Civili di Pace sono un’iniziativa di volontariato, un’esperienza civica e civile che ha l’obiettivo - sin dalla loro creazione, insieme al Servizio civile, nel 1972 - di ricercare soluzioni alternative all’uso della forza militare e di promuovere la solidarietà e la cooperazione a livello nazionale ed internazionale, con particolare attenzione alla tutela dei diritti umani e sociali, alla parità di genere, ai servizi alla persona e all’educazione alla pace fra popoli.

A poche settimane dall’invasione russa dell’Ucraina, Vita, insieme a decine di realtà del Terzo settore, aveva sottoscritto una petizione all'allora Ministro degli Esteri Di Maio affinché finanziasse i Corpi Civili di Pace (CCP) come “via innovativa di risoluzione del conflitto”. Di Maio infatti disponeva della delega alla cooperazione internazionale e ascoltando la società civile avrebbe potuto incominciare una grande ed inedita operazione di pace. Non è andata così, ma in questi giorni sono stati messi online sul sito del Dipartimento per le politiche giovanili, gli elenchi dei progetti approvati per i Corpi Civili Di Pace. L’Ucraina, data l’elevata intensità del conflitto, non è contemplata.

Le proposte sono suddivise per aree di intervento: il primo è l’elenco (Allegato A) dei 92 progetti da realizzarsi in aree di conflitto, a rischio conflitto o post conflitto. Le principali aree di intervento sono l’Africa e il Sud America, ma sono presenti anche progetti lungo la Rotta Balcanica dei migranti, dalla Turchia alla Serbia e Bonsia, e in Romania, paese “ponte” per i profughi del conflitto ucraino.

Ci sono poi 48 progetti (Allegato B) che attraverso i CCP si possono realizzare nelle aree di emergenza ambientale nei Paesi esteri. Come emerso anche dall’ultima Cop27, la conferenza indetta dall’Onu sul clima, i continenti più colpiti sono quello africano, asiatico e latinoamericano.

Infine ci sono 14 progetti, 10 a Messina e 4 a Napoli, che i giovani dei CCP potranno realizzare nelle aree di emergenza ambientale in Italia (Allegato C).

Come nascono e cosa fanno i Corpi Civici di Pace

I Corpi Civili di Pace agiscono in qualità di difensori dei diritti umani e operano per prevenire l’aggravarsi della situazione e per trasformare il conflitto attraverso attività di mediazione, dialogo, riconciliazione, informazione, promozione dei principi democratici, entrando direttamente nelle comunità che hanno bisogno di sostegno. Lo fanno dal 2011, quando nell’ambito del Servizio Civile Nazionale è stato realizzato in Albania il progetto sperimentale di ricomposizione dei conflitti: “Caschi Bianchi oltre le vendette”, promosso dall'Associazione "Comunità Papa Giovanni XXIII, da Caritas italiana e dalla Focsiv, in collaborazione con la Cnesc. Questo progetto, unitamente ad alcune esperienze tedesche e argentine, ha rappresentato l’unica esperienza concreta di costruzione della pace in Europa. L’intervento dei Corpi Civili di Pace si espleta in vari campi di azione: come a sostegno ai processi di democratizzazione, di mediazione e di riconciliazione - e questo sarebbe il motivo per portare i CCP in Ucraina dopo l’auspicato cessate il fuoco -. Un’altra prerogativa dei CCP è quella di dare sostegno alla società civile locale, anche tramite l’attivazione di reti tra persone, organizzazioni e istituzioni, per la risoluzione dei conflitti e il monitoraggio del rispetto dei diritti umani e del diritto umanitario. Anche questi aspetti, iscritti nel Dna dei Corpi Civili di Pace e a cui i ragazzi vengono formati, sarebbero essenziali per portare la pace in Ucraina. Così come il loro supporto per le attività umanitarie, incluso il sostegno a profughi, sfollati e migranti, il reinserimento sociale degli ex-combattenti.

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